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Titti De Simone: impegno meridiano L'Assessore in ‘zona Cesarini’

di Antonio V. Gelormini

Caterina De Simone detta Titti ha radici solidamente ancorate alla Sicilia, ma ramificazioni operative nell’impegno politico quotidiano, che attraversano l’intero Mezzogiorno. Le esperienze parlamentari l’hanno vista eletta prevalentemente in Campania (ma anche in Emilia Romagna), dedita alle ambizioni di riscatto della Basilicata, della Puglia e della Calabria e da una decina d’anni trasferita a Bari: per non perdere quel contatto col mare, che l’accompagna sin dal primo respiro a Palermo (44 anni fa).

A Bari l’incrocio con l’esperienza amministrativa di Michele Emiliano, che oggi la chiama - in evidente zona Cesarini - per affidarle prima la delega importante, in vista dell’imminente tornata amministrativa alle urne, dell'Assessorato ai Servizi demografici, elettorali e statistici - Toponomastica e Area Metropolitana, nonché Rapporti con il Consiglio Comunale e Attuazione del programma.

E pochi giorni dopo anche quella alla Presidenza del Comitato emergenza abitativa e alla Gestione del Patrimonio comunale non utilizzato e da destinare a finalità sociali. Indubbiamente un bel pacchetto di responsabilità con un margine temporale a disposizione piuttosto esiguo: poco più di due mesi.

Titti è abituata a correre e il ritmo impresso già all’indomani della ‘chiamata a sorpresa’ da parte del Sindaco di Bari - accompagnata da strascichi polemici sull’opportunità dell’incarico a poche settimane dalla fine legislatura - ha la cadenza di un timer. E più di una voce nelle stanze del Palazzo di Città lamenta il rammarico di una decisione che meritava un gioco d’anticipo più adeguato.

Nuove modalità del sistema elettorale, che vede Bari tra le prime città ad adottare le 2 preferenze, la vedono impegnata ai Servizi elettorali alle prese con una macchina dagli ingranaggi alquanto complessi.

Ma anche la questione degli spazi pubblici della città, primo fra tutti quello della ex-Caserma Rossani, nel quadro della salvaguardia, tutela e valorizzazione dei Beni comuni, la trovano attenta e preparata a una sorta di laboratorio di mobilitazione cittadina, per una gestione partecipata di questo segmento corposo del patrimonio comunale.

Un vaste programme che fa pensare a una premessa con prospettiva lunga, piuttosto che a un epilogo di fine legislatura. Nell’ambito di un assetto delle macro-aree meridionali che possano riportare limiti, virtù e opportunità della “questione meridionale” in cima all’agenda politica di un’Europa in affanno: alle prese con le sfide di nuovi modelli di sviluppo ed con le incognite del nuovo profilo politico diffuso.

Titti De Simone col suo bagaglio di prove impossibili, dalle colonne de L’Ora di Palermo alle battaglie dell’Arcigay, Arcilesbica e Arci Nzocché, sembra essere ben predisposta allo ‘strappo finale’. Il sorriso che l’accompagna rassicura, l’inquietudine che ne anima i movimenti prova a far piazza pulita di scetticismi, resistenze e complicazioni burocratiche.

(gelormini@affaritaliani.it)

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