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Trani, ‘La cena delle pietre’ Sapori di Puglia e Toscana

di Antonio V. Gelormini

E’ un antico adagio quello che sintonizza la dolcezza del “Canto della Pietra” in terra di Puglia con l’aspra e compatta partitura dei nobili marmi di Toscana. Le regioni in assoluto ai vertici della produzione lapidea, le cui eccellenze - in assonanza Trani, Apricena e Carrara, col controcanto tenero e tufaceo del Salento - sono sempre più alla base di realizzazioni architettoniche innovative delle più importanti firme del design mondiale moderno.

Artisti dello scalpello e studiosi di Storia dell’Arte sono soliti ripeterlo: “Leggere la storia nelle intercapedini e nelle stratificazioni delle pietre secolarizzate, più che tra le righe sbiadite e le pagine ammuffite dei documenti d’archivio” (Cit: “Episcopius Troianus” di A.G. - Ed. Gelsorosso, 2012). E nelle stratificazioni della tradizione: sapori, cucina povera e prodotti naturali condensano e costituiscono  un patrimonio di identità unico al mondo.

Si rinnova venerdì 7 marzo l’esclusivo appuntamento con “La cena delle pietre” per gli amanti di enogastronomia presso lo slow restaurant ‘Le Lampare al Fortino’ di Trani, che nelle precedenti edizioni ha avuto modo di ospitare il prestigio di aziende come: Gaja (Piemonte), Antinori (Toscana), Tormaresca (Puglia), Perrier-Jouet (Francia) e Jermann (Friuli).

Lampare Trani
 

L’evento nasce da un’idea di Antonio Del Curatolo e dalla comunione di vigne che poggiano su depositi di terra e cruste a Trani, la città pugliese della pietra per antonomasia. Ma anche dal recupero della ex Chiesa di S. Antuono col fortino in essa inglobata, nonché del suo mosaico architettonico: prezioso per il vanto di pietre di varia bellezza.

Quest’anno ospite della “Cena delle pietre” sarà l’azienda toscana 'Petra' con dieci anni di verticale del Petra Rosso Riserva, che come suggerisce il nome stesso, rievoca i frammenti ritrovati in quei suoli toscani, testimonianza di un lontano passato che, dalla civiltà micenea, conduce all'Etruria e da questa alla Francia.

Durante la serata verranno degustate le varie annate dal 2000 al 2010 con la presenza di Sergio Marchetti brand-manager delle cantine Petra, di Pier Giuseppe D’Alessandro enologo dell’azienda e di Vittorio Cavaliere Presidente dell’associazione culturale Ricerca e Qualità, esperto ed estimatore dell’enogastronomia pugliese.

A loro è affidato il compito di illustrare la filosofia da cui nascono i vini protagonisti di un rinnovato e vincente connubio di pietre e storia, e di raccontare le peculiarità dei territori che rendono l’insieme particolarmente suggestivo.

La trasgressione dell’innovazione prevede una nota particolare: lo staff delle Lampare al Fortino e lo chef Giovanni Lorusso, reduce dal premio speciale ottenuto a Sanremo, per accompagnare le varie annate del Petra Rosso Riserva, proporranno un menu completamente di mare.

L’appuntamento di Trani, nella sua ciclica programmazione, persegue l’obiettivo comune della valorizzazione del territorio pugliese, per contribuire a dargli struttura e renderlo fulcro plurale nel panorama del vino in Italia.

Per info e prenotazioni: 0883.480308

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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