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Vaste, la Philìa Messapica Un Distretto archeologico

di Paolo Rausa

Un patto fra 15 Comuni del Salento, sancito con la firma di una convenzione, è stato firmato nel Palazzo Baronale di Vaste, ‘per lo svolgimento coordinato di attività volte alla valorizzazione ed alla promozione delle testimonianze archeologiche delle civiltà messapiche’.

Emiliano visita il museo di Vaste
 

I Comuni di Otranto, Manduria, Salve, Torchiarolo, Lecce, Nardò, Muro Leccese, Oria, Cavallino, Ugento, Alezio, Poggiardo, Ortelle, Castro, Diso hanno ricordato l’alleanza messapica sancita per combattere il nemico lacedemone di Taras, che aveva soffocato la libertà delle genti che abitavano la ‘Terra di Mezzo’.

Correva l’anno 437 a. C. e la riunione segreta dei Curioni Messapici piantò in quella terra sottomessa il seme del riscatto. Il desiderio d’indipendenza si rafforzò affiancandosi al sentimento di solidarietà. Così la Messapia insorse e, nel contempo, si alleò con la città di Thurii, colonia panellenica fra Kroton e Polièion, scendendo in guerra contro i Tarantini.

Quasi 2.500 anni dopo i Comuni riconoscono la sacralità e le prospettive di quella alleanza, non in funzione militare ma per valorizzare la storia comune e il territorio, la cultura e il paesaggio rimasto quasi immacolato a dispetto dei tempi e dell’incuria degli uomini.

Vaste2
 

L’alleanza è fortemente e ideologicamente motivata tanto da spingere a presenziare alla cerimonia i Sindaci dei Comuni di Melendugno, Mesagne e Galatone, mentre rimangono in attesa di contrarre il patto anche i Comuni di Brindisi, Gallipoli, Carovigno, Ceglie Messapico, Erchie, Fasano, Grottaglie, Latiano, Ostuni, Patù, Porto Cesareo, Soleto, S. Pancrazio Salentino, S. Vito dei Normanni, Vernole e Villa Castelli, dove i resti materiali e artistici della civiltà messapica hanno lasciato oggetti d’uso comune, vasi, sculture, tombe, steli funerarie, statue, tesoretti e ricchi corredi funerari.

Provincia di Lecce e Regione Puglia hanno aderito all’iniziativa, che coinvolgerà nelle intenzioni dei firmatari il Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento. La convenzione mira a mettere in rete i beni culturali e le bellezze territoriali e soprattutto a promuovere dal punto di vista turistico coste, entroterra e prodotti enogastronomici locali. 

Si propongono perciò itinerari di terra e di mare, si mettono in evidenza luoghi della storia e della memoria in continuità con la storia degli uomini e delle donne di oggi e, in una prospettiva di pace e di cooperazione fra i popoli, di quelli di domani.

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