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Via all'Acquedotto del Sinni dorsale ionico-salentina di AQP

L’Acquedotto del Sinni, dorsale ionico-salentina dell’Acquedotto Pugliese, destinato all’approvvigionamento idrico delle popolazioni nel sud della Puglia, è stato inaugurato dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e dal Presidente dell’Acquedotto Pugliese, Nicola De Sanctis.

“L’opera è stata realizzata perchè il Salento richiede più acqua soprattutto nella stagione estiva, anche grazie ai suoi successi turistici”. Lo ha detto il presidente Emiliano intervenendo alla cerimonia di inaugurazione a Seclì (Le). “L’Acquedotto Pugliese inoltre è stato capace di realizzarla in tempi abbastanza rapidi", ha aggiunto il presidente, "Con questa infrastruttura si aiuta anche la realizzazione della via ciclopedonale che l’Acquedotto sta realizzando per sostenere ulteriormente il turismo in Puglia. E’ un’opera - come tutte quelle di Aqp - di grande qualità tecnica”.

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Emiliano ha poi proseguito: “Quando si realizzano grandi opere, il sacrificio dell’ambiente è quasi inevitabile. Però quando un’opera è richiesta dal basso, condivisa dalla popolazione e chi la realizza ha la massima cura nel costruirla - qui sono stati espiantati oltre 2000 ulivi e trasferiti con grande attenzione - questa ha una grande comprensione da parte del territorio. La popolazione comprende il sacrificio che c’è da fare e ne sostiene la realizzazione, nonostante i disagi del cantiere".

"Il Salento non è quindi un luogo dove si può fare quel che si vuole - ha sottolineato Emiliano - è un luogo dove si possono realizzare anche opere importanti -  come questa - purché le si spieghi e purché il territorio possa fare delle proposte alternative".

"Se qui ci avessero detto che c’era un sistema meno invasivo per realizzare questo acquedotto, probabilmente lo avremmo accolto. E dimostriamo così che il Salento sa sopportare anche i sacrifici ambientali: di questo dobbiamo ringraziare tutta la comunità locale”.

La condotta, pianificata dalla Regione Puglia, rientra tra le opere di carattere strategico ammesse ai finanziamenti Cipe, finalizzate al potenziamento delle dotazioni idriche regionali. Consentirà di trasferire risorsa idrica sufficiente alle esigenze potabili della fascia ionico-salentina, affiancandosi allo storico sifone leccese. Si inaugura così un importante tassello di un percorso progettuale che permetterà sempre più l’utilizzo interconnesso delle varie fonti d’acqua in tutto il territorio servito.

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Il nuovo acquedotto, con un diametro di 1.400 mm e una lunghezza di 37,5 km, dimensionato per una portata di punta che può raggiungere i 1.400 l/sec, è in acciaio spessorato, idoneo a resistere a pressioni elevate e collega il serbatoio di San Paolo (agro di Salice Salentino) al serbatoio di Seclì. È dotato di tutti gli organi di regolazione automatici di ultima generazione, con trasferimento di dati in remoto e telecontrollo diretto e a distanza.

Già a partire dal maggio 2015, era stato completato un primo stralcio funzionale dell’opera, che consentiva l’avvio all’esercizio di ben 12 km della condotta, potenziando l’alimentazione dei comuni di Veglie, Leverano, Copertino e delle marine di Nardò e Porto Cesareo.

Nelle ultime settimane, sono stati realizzati gli ulteriori 25 km di acquedotto, dal serbatoio di Zanzara al serbatoio di Seclì, attraversando i comuni di Leverano, Nardò e Galatone.

L’opera è stata completata con ulteriori parti funzionali: la camera di manovra di Zanzara, nuove opere di derivazione trasversali, il collegamento terminale, realizzato in corrispondenza del nodo interconnesso di Seclì, attraversamenti di strade comunali, provinciali e statali, anche grazie all’utilizzo di raffinate tecnologie a basso impatto ambientale quali il microtunneling, camere di manovra e regolazione (scarichi, sfiati ed ispezioni).

Una grande opera di ingegneria idraulica e, insieme, un esempio virtuoso di progettazione al servizio dell’ambiente e del paesaggio, come testimonia la salvaguardia di circa 2500 ulivi, lungo il tracciato dell’opera, e il loro riposizionamento, a lavori ultimati, dopo un periodo di “incubazione” in vivaio.

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Un’opera per certi versi ciclopica, nella quale si sono sommate le esperienze tecnologiche più sofisticate con la dedizione più amorevole nei confronti di un patrimonio naturale di inestimabile valore: ogni singola pianta, censita con un’apposita targa, è stata quindi, a scavi ultimati, ricollocata al proprio posto, lasciando inalterato il paesaggio.

Nell’ambito dell’intervento è stato, inoltre, realizzato un basamento per pista ciclabile, della larghezza di 4m, per tutta la lunghezza del tracciato della condotta, con finitura in battuto stabilizzato tipo Macadam di opportuna granulometria e, nel contempo, è stato redatto apposito progetto di completamento della stessa, già sottoposto al vaglio della Regione, che consentirà di migliorare ulteriormente l’impatto dell’infrastruttura nello splendido scenario della penisola salentina.

Altro elemento peculiare dell’acquedotto, infine, è costituito dall’installazione di una turbina, del tipo pelton, in corrispondenza della camera di manovra di Zanzara, per la trasformazione di energia idraulica in energia elettrica.

“L’Acquedotto del Sinni - ha dichiarato il Presidente di Acquedotto Pugliese, Nicola De Sanctis - testimonia l’impegno e le capacità progettuali della nostra azienda, per un servizio sempre più rispondente alle necessità del territorio ed alle sue aspettative, anche in termini di crescita economica e sociale. Un impegno nel solco di uno sviluppo sostenibile delle nostre attività e particolarmente rispettoso delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche delle zone attraversate”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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