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Villaggio Puglia, animazione a gogò

A costo di diventare veramente antipatico, ma avete visto cosa diventa la Puglia nei mesi di luglio e di agosto con strascichi settembrini? Un grande parco di divertimento da fare invidia a Disneyland, a Gardaland e non so quale altra "…land".

Non c'e un paesino, un sobborgo, una frazione che non abbia una rassegna estiva, un cartellone d’intrattenimenti fatto di manifestazioni, sagre e curiosità. C'è solo l'imbarazzo della scelta, basta scorrere qualsiasi sito o guardare anche la TV locale più vicina al vostro condominio per scoprire la vastità delle manifestazioni e soprattutto l’incredibile proliferare di Festival, si va da quello di poesia a quello delle voci nuove, dal festival dei nettatori di fichi d’india a quello dei cercatori di lampascioni, insomma non c'è limite alla fantasia, la verità è che di queste manifestazioni se ne salvano ben poche[1], il resto, spesso, è paccottiglia.

FTT1
 

Paccotiglia a volte confezionata bene a volte arronzata male, il dato comune è che per gli increduli visitatori tutto appare accettabile se non buono, il merito è da attribuire soprattutto alle location dove si svolgono tali manifestazioni.

Luoghi di grande fascino: castelli, chiostri, chiese, palazzi, piazze, spiagge, scorci incantati che sotto un cielo come il nostro diventano magici. Atmosfere quasi surreali di struggente bellezza e di toccante impatto emotivo, insomma le manifestazioni alla stregua di dipinti di valore o solo croste risultano tutte incorniciate come Dio comanda; dove nella maggior parte dei casi la cornice vale molto di più dell'opera e il quadro nel suo insieme fa sempre la sua figura.

Persino le sagre di prodotti o di pietanze locali autenticamente false o manipolate tra suoni, attacchi di fame notturna e chiari di luna risultano appropriate, gustose, saporite.

Libro possibile2014 2
 

Flebili racconti popolari si solidificano in granitiche tradizioni (appena inventate) e non meglio identificati episodi storici generano suggestivi cortei in costume che si moltiplicano ogni anno in maniera sempre più posticcia inondando borghi e centri storici con centinai di figuranti vestiti da improbabili cavalieri che calzano polacchine clarks e sfoggiano orologioni da polso grandi come sveglie da comodino degli anni ’50. Dame riccamente addobbate in abiti medievali sfoggiano maquillage psichedelici nascondendo sotto le lunghe e castigate vesti vertiginose scarpe tacco 12.

Per non parlare dei concorsi, veri o falsi, inventati per premiare amici e parenti; ormai in Puglia un premio, una pergamena, un targa, una patacca non si nega a nessuno, ultimamente ne assegnano una anche per lo starnuto meglio eseguito nel corso dell’anno precedente.

festapuglia3 carpino
 

Mentre quello che è veramente stupefacente e che varrebbe la pena di premiare è la creatività e la fantasia messa in campo dai comitati animatori dei premi stessi; sono loro la fonte inesauribile di meraviglia, sono loro che s’ingegnano a trovare l’appiglio che in maniera “azzeccante” motivi l’assegnazione del riconoscimento a quella determinata persona, è questo il vero merito della manifestazione.

Potreste, a ragione, chiedermi: “ma allora non te ne va bene una?”.

No, è che per tutto ci dovrebbe essere un limite, una giusta misura, ma i pugliesi sono così si mettono subito in competizione e anche con una certa dose di originalità sanno caratterizzare e imbellettare qualsiasi “bufala”, il guaio è che poi si lasciano prendere la mano e diventano eccessivi e vittime di una specie di auto-sortilegio (oggi si direbbe di una selfie-mistificazione) tendono a credere alle loro stesse “papocchie”.

festapuglia2 orsara
 

Il rischio è proprio questo che il troppo è troppo e senza una misura si rischia di strafare; se il borgo natio non ha niente, accontentiamoci della festa patronale e partecipiamo alla manifestazione di valore del paese accanto. Se invece andiamo progressivamente esagerando la gente, i visitatori, i turisti penseranno che di vero, di autentico non c'è niente e il tutto è solo un trucco per attirare gente, per fare un po’ di ammuina, al solo scopo di fascinare gli ospiti e di attirare il maggior numero di gaudenti consumatori.

Pertanto viene spontaneo chiedersi: “ma questa è una regione di gente seria e dignitosa o un megavillaggio turistico dove ogni pugliese d'estate veste i panni di “gentil organisateur”?.

Allora perché non assegnare un bollino di qualità alle manifestazioni di livello, chiarendo con correttezza agli ospiti e ai visitatori le iniziative di pregio e le tante altre manifestazioni come ammuina?

Giusto un soffio di autocritica tra l’azzurro del mare e del cielo di Puglia, prima che le mode diventino malcostume e le critiche cattive credenziali per la nostra calda ed autentica ospitalità.

 
[1] Un sintetico elenco di quelli di livello e con riprovata tradizione: Il "Festival della Valle d’Itria" (melodramma) a Martina Franca, quello di Jazz ad Orsara di Puglia, "Il libro possibile" a Polignano a Mare, "I dialoghi di Trani", il "Festival Troia Teatro" (teatro d’avanguardia e teatro in piazza), il Festival dei "corti" cinematografici a Bovino, il Carpino Folk Festival, il recentissimo Festival dell’inutile (filosofia) di Corigliano d’Otranto, e salvo altre poche manifestazioni qualificate che “ignoranza” non si riporta.
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