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World Press Photo 150 scatti d'Autore. A Bari - Spazio Murat: il mondo vissuto

Un uomo che passa un neonato attraverso una recinzione tra i campi di Röszke, lungo il confine tra Serbia e Ungheria. Un gommone di migranti partito dalla Libia che attraversa lo stretto di Sicilia. Una partita di calcio dell’Ebola Survivors Soccer Club. I gesti di solidarietà in Francia dopo gli attentati nella redazione della rivista satirica Charlie Hebdo. Cittadini che assistono i feriti del terremoto in Nepal. Sono solo alcuni scatti/scorci d'Autore per World Press Photo 2016, il meglio del fotogiornalismo internazionale, che documenta e racconta la realtà, e che arriva a Bari - Spazio Murat dal 30 settembre al 23 ottobre 2016.

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World Press Photo Bari 2016, la mostra internazionale di fotogiornalismo più prestigiosa del mondo. Ad organizzarla - per il terzo anno consecutivo - l’associazione CIME, Culture e Identità Mediterranee, grazie alla collaborazione con il Comune di Bari e con il sostegno di Regione Puglia e GVM Care & Research, sponsor unico dell’evento.

I visitatori potranno ammirare le 150 immagini vincitrici del concorso di fotogiornalismo, scelte tra circa 100mila foto scattate da 5.775 fotoreporter professionisti. “Per noi è un grande onore ospitare per il terzo anno consecutivo il World Press Photo, con i 150 scatti più belli realizzati da fotoreporter professionisti internazionali", ha dichiarato il sindaco Antonio Decaro, "Una mostra che ha la capacità di raccontare i grandi e piccoli avvenimenti dell’attualità, in tutti i luoghi del pianeta, molto meglio di qualsiasi pubblicazione, convegno o evento".

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"La fotografia è arte - ha aggiunto il sindaco metropolitano - e come tutte le forme d’arte ci regala qualcosa, ci dona la possibilità di osservare e leggere la realtà che ci circonda attraverso prospettive diverse dalla nostra. Ci sono fotografie che hanno segnato la nostra percezione del mondo, cambiandola per sempre. L’anno scorso, ad esempio, rimasi impressionato dall’immagine del barcone di migranti in viaggio verso l’Europa ripresa dall’alto".

"Per questo - ha sottolineato Decaro - voglio ringraziare gli amici dell’associazione CIME che hanno lavorato affinché Bari, ancora una volta, potesse essere tra le 100 piazze di questa straordinaria esposizione, che quest’anno toccherà complessivamente 45 paesi del mondo. È un modo efficace per rendere ancora più attrattiva Bari e farla conoscere il più possibile ai turisti. Intendiamo continuare a lavorare in questa direzione e i risultati cominciano a vedersi: gli ultimi dati confermano il nostro primato per quanto riguarda il pernottamento e le presenza di stranieri in città. Quindi ringrazio anche la GVM Care & Research che ha sostenuto l’evento, dimostrando come i soggetti privati possano affiancare il pubblico per aumentare la qualità dell’offerta culturale di una grande città come la nostra".

E poi concludendo ha precisato: "Mi piacerebbe che ragazze e ragazzi baresi possano visitare la mostra nello spazio Murat, magari attraverso una convenzione con le scuole, perché, nell’era in cui tutto può essere fotografato con un telefonino e trasmesso in pochi secondi ovunque, possano comprendere che il valore di un’immagine va oltre la memoria di un cellulare e può davvero cambiare il mondo. Per questo continuiamo a sostenere questa iniziativa e sono sicuro che i numeri di questa edizione confermeranno l’interesse e l’apprezzamento di cittadini e turisti per un appuntamento che mette Bari al centro del mondo”.

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“L’associazione Cime da dieci anni organizza eventi culturali in Italia e all’estero con l’intento di favorire lo sviluppo del territorio - hanno spiegato Vito Cramarossa e Francesco Muciaccia -. World Press Photo rappresenta il nostro investimento nel Meridione. Oltre a portarla a Bari per il terzo anno consecutivo, quest’anno la proporremo anche a Napoli dal 4 al 27 novembre, dove manca ormai da 4 anni. Il nostro intento non è offrire ai visitatori una semplice esposizione di fotografie, ma creare un allestimento che permetta all’utente di vivere un’esperienza coinvolgente. Aiutare il visitatore ad entrare in sintonia con quell’istante rubato al tempo dai fotografi".

"Per questo - ha proseguito - per World Press Photo Bari 2016 abbiamo progettato un allestimento “immersivo”, proprio come la tecnica che ha usato Warren Richardson, vincitore WPP dell’anno, per la sua fotografia. Richardson ha passato giornate assieme ai profughi siriani che cercavano di passare il confine e raggiungere l’Europa. Cime con Word Press Photo Bari investe sul territorio anche attraverso la rete di maestranze locali che coinvolge nel lavoro per l’apertura della mostra alla città. Portare qui una mostra internazionale come World Press Photo significa coinvolgere il lavoro di numerosi tecnici del territorio”.

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“Siamo onorati di essere accanto al Comune in questa iniziativa - ha aggiunto Giuseppe Speziale, vice presidente di GVM Care & Research -. Abbiamo scelto di investire su un evento così importante perché siamo convinti che investire sulla cultura sia la maniera migliore, forse la sola, per dare la visone di un futuro e di qualità di vita migliori al territorio e alle giovani generazioni. Bari è diventata una delle nostre case e, grazie all’ottimo lavoro dell’amministrazione comunale e delle realtà che quotidianamente lavorano sul territorio, vorremmo contribuire a renderla ancora più bella e sempre più laboratorio di buone pratiche per il resto d’Italia”.

“World Press Photo è la sintesi dei tre temi dalla cultura regionale del prossimo futuro: è un evento internazionale, riguarda la fotografia che è la massima espressione d’arte contemporanea oggi e ha una grande ricaduta sul territorio - ha dichiarato Aldo Patruno, direttore del dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia -. L’arte contemporanea produce ricchezza e la fotografia oggi rappresenta una delle principali forme d’arte contemporanea, sarebbe bello aprire qui in Puglia il primo museo italiano dedicato a questo tema. La Regione nei prossimi tre anni investirà 45 milioni di euro dedicati a cultura e spettacoli. Finanziamenti che arrivano dai fondi europei Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione) e ci aiuteranno nella programmazione a lungo termine. Abbiamo in mente infatti di portare avanti un piano triennale di investimenti per assecondare un processo di crescita, misurando gli effetti sul territorio e la capacità internazionale degli eventi”.

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LA FOTO VINCITRICE - Scelto come vincitore per il 2016 tra gli oltre 85mila presentati alla giuria del WPP da 5.775 fotografi di 128 Paesi diversi, lo scatto del fotoreporter freelance australiano Warren Richardson Hope for a new life (Speranza di una nuova vita) sarà esposto nel cuore dello Spazio Murat a Bari. Scattata la notte del 28 agosto 2015  - con una Canon EOS 5D Mark II, ad alta sensibilità (6400 ISO) e con un tempo lento (1/5 secondi)- la foto mostra un uomo che fa passare un neonato attraverso il filo spinato lungo la frontiera tra Serbia e Ungheria.

All'epoca il muro di protezione non era ancora stato completato in quella zona, tra Horgoš (Serbia) e Röszke (Ungheria). A far propendere la giuria nella scelta della foto di Richardson è stata “la semplicità, soprattutto nel simbolismo del filo spinato” che ne fa una foto classica e senza tempo in grado di visualizzare con esaustività il dramma dei rifugiati.

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"Quella notte, dopo cinque giorni in un campo profughi ho visto un gruppo di circa 200 persone che si muoveva nascondendosi tra gli alberi, lungo la barriera del filo spinato - ha raccontato Richardson per spiegare la genesi della sua foto. Le donne, i bambini e le persone anziane camminavano davanti. Abbiamo giocato tutta la notte al gatto e al topo. Erano circa le tre del mattino quando ho scattato la foto e senza utilizzare il flash per evitare che la polizia si accorgesse quella gente. Scattai al chiarore della luna".

World Press Photo è un concorso internazionale di fotogiornalismo, organizzato dal 1955 dall’omonima Fondazione indipendente con sede ad Amsterdam. Ogni anno le fotografie vincitrici delle diverse categorie (general news, spot news, contemporary issues, daily life, people, nature, sports) vengono esposte in una mostra che attraversa 45 paesi.

L’ingresso alla mostra costa 3 euro.

(gelormini@affaritaliani.it)

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