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“Sei mesi per Storace”. Condannato per vilipendio

Accolta la richiesta del pubblico ministero per l’ex presidente della Regione Lazio, chiamato a rispondere per aver definito nel 2007 “indegno” il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano

“Io sono l’unico italiano ad essere stato condannato per il reato di vilipendio. Una decisione presa su commissione”. Commenta così Francesco Storace la decisione del giudice del tribunale di Roma, Laura D’Alessandro che  ha accolto la richiesta del pubblico ministero, Laura Pezone, che aveva chiesto la condanna a sei mesi di reclusione per il segretario della Destra, e vicepresidente del consiglio regionale Francesco Storace, nel processo che lo vede imputato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato per alcune dichiarazioni rese nell’ottobre del 2007 quando lo definì “indegno”. Per il leader della Destra, cui sono state concesse le attenuanti generiche, è stata disposta la sospensione della pena e la non menzione nel casellario giudiziale.
Era il 13 otobre 2007, governo Prodi. Giorgio Napolitano aveva difeso la senatrice a vita Montalcini dagli attacchi de La Destra. E il senatore aveva replicato così: “Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, palese e nepotistica condizione familiare, evidente faziosità istituzionale. Indegno di una carica usurpata a maggioranza”
Per il pubblico ministero, che ha chiesto per Storace la concessione delle attenuanti generiche, tenuto conto dello stato di incensuratezza e del fatto che, dopo quelle dichiarazioni, l’imputato si è scusato con il Capo dello Stato, le espressioni utilizzate “sono pesanti, insultanti e aggressive perche’ offendono l’istituzione che rappresenta l’Unità d’Italia”.