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Roma
Acea non potrà più prosciugare il lago di Bracciano: il limite non si tocca

Comitato Difesa Lago Bracciano: “La buona notizia del rigetto ricorso di Acea Ato2 avverso Sentenza Tribunale Superiore Acque Pubbliche”: La Suprema Corte conferma come limite vincolante il livello di 161,90 s.l.m.

Commenta e spiega il Comitato: “acea Ato 2 e Roma Capitale perdono in Cassazione sulla questione prelievi lago di Bracciano. Hanno voluto fare ricorso contro la sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e hanno perso anche davanti la Suprema Corte.  La Sentenza parla chiaro sotto vari punti di vista. Si afferma infatti che la concessione può subire variazione in ragioni di interessi pubblico di rilevo primario, che il limite indicato dei 161,90, metri s.l.m., limite oltre il quale le captazioni dovevano essere bloccate da un sistema automatico, come da noi sostenuto sin dall’avvio di questa vicenda, è vincolante. La Suprema Corte richiama inoltre il principio di precauzione. 

“Le sezioni Unite – si legge in sentenza – hanno avuto occasione di osservare che in presenza di preminenti interessi pubblici, quali quelli di carattere ecologico ed ambientale, è ammessa anche la revoca di una concessione di derivazione di acque pubbliche”. Ed ancora La Suprema corte definisce “un improprio tentativo di sovvertire l’accertamento di fatto compiuto dal Tribunale Superiore che ha verificato che il progetto del 1984 è l’unico approvato, che il limite massimo già accertato di m. 161,90  s.l.m. , già accertato in sede di istruttoria sulla domanda di concessione di derivazione, è legato a criteri di tutela dell’ecositema...”

Nell’esprimere la nostra soddisfazione come Comitato non possiamo non mettere in evidenza il ruolo giocato dal Comune di Roma che in questa battaglia anziché schierarsi con le popolazioni del lago di Bracciano ha preferito sposare – probabilmente perché ne detiene il 51% delle azioni – una multinazionale che non si è fatta scrupolo di sfruttare oltremisura il bene naturale che le è stato affidato senza mettere in campo nessuna attività di programmazione. Da sottolineare inoltre come sia fallito amaramente l’arrogante tentativo di Acea Ato 2 di voler addirittura opporsi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche che in fatto di gestione delle risorse idriche riveste un ruolo di magistratura speciale". 

Conclude il Comitato: "Il 27 aprile 2021 saremo in aula al Tribunale di Civitavecchia per rappresentare le nostre istanze in sede di richiesta di rinvio a giudizio dei vertici di Acea Ato 2 ed altri per disastro ambientale".

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