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All’Esquilino in marcia per la casa, slogan contro Piazza del Popolo

Alcune centinaia di persone, per lo più extracomunitari, ma anche romani, romane e gruppi di giovani studenti sono radunati in piazza dell’Esquilino in quella che Paolo Di Vetta, esponente di punta dei Blocchi precari metropolitani, ha definito una “piazza meticcia, non solo per la presenza dei migranti ma dal punto di vista del disagio sociale generalizzato, che colpisce tutti, dall’inquilinato allo studente”.

Il corteo organizzato dai “movimenti per il diritto all’abitare, le reti antirazziste, le scuole di italiano allestite negli spazi sociali ed info-migrante, ovvero uno sportello di accoglienza” si è mosso dietro lo slogan “Libertà di movimento”. Sui sampietrini della piazza hanno adagiato striscioni che esprimono il loro malcontento verso la legge Bossi-Fini e la voglia di abbattere le barriere: “nessuno spazio al fascismo e al razzismo, i figli di immigrati nati in Europa sono europei. I figli di immigrati in Italia?”. “Le lotte contro l’austerità non hanno frontiere”. Sul furgone le bandiere rosse che ormai distinguono i Movimenti per il diritto all’abitare: “Stop sfratti, sgomberi e pignoramenti”.

“Questa manifestazione ribelle non si contrappone ai forconi, che forse neanche esistono – urla Luca Fagiano al megafono dal furgone, incitando centinaia di manifestanti – ma ai fascisti che sono scesi in piazza del Popolo. Non rivendichiamo le briciole sotto al tavolo, questa piazza meticcia è in movimento perché dal Governo vogliamo risposte”.
“Noi pensiamo che il disagio si stia rappresentando in tante forme e abbia trovato spazio anche all’interno delle iniziative dei forconi – sostiene Di Vetta – Riteniamo che questa piazza, con queste caratteristiche così differenti, rappresenti molto di più la crisi e, soprattutto, sia in grado di dare anche una risposta dentro i meccanismi organizzativi nelle lotte e nel meccanismo solidaristico. Noi pensiamo che i migranti siano una ricchezza per il nostro Paese – conclude – spesso ci troviamo insieme con i migranti di II e III generazione che vanno a scuola con i bambini italiani. Pensare che la lotta ai diritti vada messa in campo prima per gli italiani come si sta dicendo anche a piazza del Popolo, riteniamo che significhi cercare il nemico dove non c’è e probabilmente fare un favore anche al Governo”.