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Roma
Anna Falchi: “Anche io molestata, succede a tutte. Ma non sono stupri”

C'è violenza e violenza, almeno secondo Anna Falchi, che ai microfoni di Radio Cusano Campus ha detto la sua sul caso Weinstein. Dopo le accuse di decine di donne dello spettacolo, tra cui l'italianissima Asia Argento, contro le avances del produttore cinematografico statunitense, la Falchi diventa la voce in controtendenza: “Ogni giorno se ne sente una, non se ne può più, detto tra noi. Io posso dire che questo tipo di sistema è sempre esistito. Ognuna di noi donne dello spettacolo, a meno che tu non sia un cesso incredibile, ha subito delle avances a volte molto imbarazzanti”.

 

Per il solo fatto di essere donna e di bell'aspetto, insomma, ci si deve aspettare proposte indecenti o almeno avances. “Spesso con la scusa dei provini il regista o il produttore qualcosa in più lo fa. Poi sta a te se accettare a meno. Consiglio a tutte le ragazze di non andare a fare gli appuntamenti nelle case o nelle stanze d'albergo dei registi. Altrimenti ti metti nelle condizioni di poter subire delle molestie un po' più infime. C'è da dire che le ragazze giovani possono essere un po' succubi di certe figure e subire il potere delle persone. E certi uomini ne hanno approfittato”.
Da paladina del femminismo, contro ogni aspettativa l'attrice non si è scagliata a difesa delle colleghe che hanno attaccato Weinstein e al contrario ha affermato: “Da lì a parlare di stupro bisogna pesare le parole. Le donne subiscono dalla mattina alla sera pressioni sessuali. In tutti i settori. Magari nel mondo dello spettacolo ci sono più occasioni, ma in ogni campo lavorativo la donna subisce questo", quasi a giustificare un certo tipo di atteggiamenti di predominanza sessuale maschile.
Parlando di sé, poi, non ha fatto segreto di aver affrontato in passato molestie “anche da nomi altisonanti”, come ha detto lei stessa: “Ma è inutile sparare a zero. Le testate giornalistiche se ne guardano bene dal mettere certi nomi, hanno paura degli effetti collaterali. Quest'anno i giudici di pace avranno un sacco da fare, è difficile affrontare un argomento del genere, la mia parola contro la tua. Servirebbe una legge ad hoc, aveva iniziato a farla Mara Carfagna, una donna politica che si vede poco ma che rifarei emergere, spetta alle donne proteggere le donne".
Una posizione simile a quella espressa dalla collega Monica Belllucci che pur sottolineando le difficoltà di una donna, oggetto di sguardi inopportuni e avances fin dalla più tenera età, ha fatto una distinzione con quelli che considera atti di violenza veri e propri.
La Bellucci ha sottolineato come le donne siano state a lungo e talvolta siano tuttora messe a tacere dalla paura, ma come le cose stiano via via cambiando, per andare verso a un mondo dove la libertà è possibile. Ed è sempre la paura, secondo l'attrice, a essere il motore propulsivo delle molestie: l'uomo non sarebbe spinto solamente da un istinto sessuale, ma dalla sensazione di potere donata dalla prevaricazione sulla “preda fragile”.
Come la Falchi ha sottolineato che quella delle avances sul lavoro è purtroppo la norma anche in ambiti che non riguardano lo spettacolo e a cui i giornali finiscono per dare meno risalto: “Chissà quanti datori di lavoro anonimi fanno questo, quante situazioni ci sono”, ha affermato durante un'intervista rilasciata a La Repubblica.

 

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