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Roma
Appalti pubblici senza gare: il vizietto dello Stato vola a quota 2,2 miliardi

Procedure senza gara nel settore dei lavori pubblici triplicate nel quarto trimestre 2020 per un ammontare di 2,2 miliardi, secondo i dati dell’Osservatorio del Cresme che “fotografa” l’impatto del decreto Semplificazioni sul settore degli appalti. Un dato generale che risulta ancor più allarmante se disaggregato per fasce di importo.

Il Presidente di Aniem Lazio e Vicepresidente di Confapi Roma, Riccardo Drisaldi commenta: “I dati che emergono dall’ultimo Osservatorio del Cresme confermano purtroppo i nostri timori. Il settore dell’edilizia, ad alta concentrazione di piccole e medie imprese, sta abbandonando la concorrenza, la trasparenza, la qualità. Affidare i lavori senza gara contraddice ogni prospettiva di crescita strutturale del settore e di incentivo ad investire sulla qualificazione professionale. In questo modo la semplificazione coinciderà con la devastazione di un sistema di imprese”.

Secondo il Cresme, per i lavori sotto soglia (lavori da 150.000 a 5 milioni) gli affidamenti senza gara passano dai 431 milioni medi per trimestre della prima parte dell’anno a 1.031 miliardi avviati all’appalto senza gara. Nella fascia sopra i 5 milioni di euro le procedure negoziate con bando e senza bando crescono addirittura di ben sei volte.

Massimo Tabacchiera, Presidente di Confapi Lazio esprime così il suo sconcerto: “Sappiamo quanto il settore dell’edilizia rivesta un ruolo centrale e trainante sul sistema economico ed occupazionale, ma uno sviluppo strutturato del settore deve necessariamente passare per una sana e corretta concorrenza. Per anni, la trattativa privata è stata demonizzata, ora non può essere diventata la panacea per semplificare ed accelerare le procedure: gli affidamenti devono avvenire con gare aperte, trasparenti e finalizzate a far emergere la miglior offerta”. “In un momento in cui il settore delle costruzioni sta ripartendo – conclude Massimo Tabacchiera – e sono in arrivo ulteriori enormi investimenti, è indispensabile intervenire sulle regole del gioco, per evitare ulteriori distorsioni del mercato”.

Aggiunge Riccardo Drisaldi: “Come abbiamo già in passato sostenuto, le procedure aperte, con i criteri di esclusione automatica delle offerte anomale, costituiscono l’unica modalità per un mercato aperto, libero e trasparente. Tra l’altro, molto spesso il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa non garantisce nemmeno il calmieramento dei ribassi, motivazione spesso utilizzata per indirizzare le scelte su tale criterio di aggiudicazione che, come noto, lascia ogni più ampia discrezionalità alle stazioni appaltanti”.

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