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Arrestato D’Erme, “l’ultimo compagno”. Sommerse di letame “casa Berlusconi”

E’ uno dei leader storici della “Cosa Rossa”. Occupazioni e disobbedienza civile in un curriculum trentennale di lotte, ma è finito in manette per gli scontri di maggio scorso con i “neri” di Militia Christi ad un convengo anti-omofobia

Era il pomeriggio del 3 ottobre del 2003 quando un gruppo di circa 40 giovani aderenti ai Disobbedienti ha lanciato in via del Plebiscito tre bidoni dall’odore nauseabondo davanti all’ingresso di palazzo Grazioli, la residenza privata dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tra quegli attivisti che recapitarono 150 litri di letame pochi giorni prima di un importante appuntamento internazionale c’era anche Nunzio D’Erme.

D’Erme, una delle figure più conosciute della sinistra antagonista, assieme ad un altro attivista Marco Bucci, del Centro Sociale Spartaco,  è stato portato in carcere con l’accusa di aver partecipato, nel maggio scorso ad uno scontro con i fascisti di Militia Christi nel quartiere di Cinecittà nel corso di un’iniziativa contro l’omofobia organizzata nel municipio.

Ex consigliere comunale al Campidoglio ome indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista e protagonista dei movimenti sociali nella capitale, D’Erme ha conosciuto il carcere ancor prima della maggiore età quando finì in cella dopo uno scontro con i fascisti. Diplomato geometra, istruttore di nuoto precario da 20 anni in una piscina comunale, per molti dei Centri Sociali Autogestiti è un compagno e un fratello.

Negli anni ‘90, dopo aver partecipato alle lotte per la casa nelle periferie romane, occupa insieme ad altri il Centro Sociale Cortocircuito, nella borgata del Lamaro a Cinecittà. Sono questi gli anni dell’incontro con le suggestioni che arrivano dal Chiapas, della fondazione dell’Associazione “Ya Basta” e della relazione con tutti gli altri Centri sociali in Italia, compresi quelli marchigiani (Nunzio era a Milano nel settembre del ’94 contro lo sgombero del Leoncavallo). 

Dalla casa all’elettrosmog, dai Centri Sociali ai migranti, dagli LSU ai lavoratori delle cooperative sociali, ai ferrotranvieri, D’Erme è in prima fila anche nel movimento No Global: con le Tute Bianche a chiudere il CPT di Via Corelli a Milano, in treno per Amsterdam per andare a contestare l’Europa di Maastricht, a Bologna contro l’OCSE, a Roma contro Heider, a Genova per Mobilitebio e poi, naturalmente, con i Disobbedienti contro il G8. Nel 2002 è in Palestina a fianco di Arafat nella sua residenza accerchiata dall’esercito israeliano.
Non si contano le denunce per essersi opposto occupando piste di aereoporti, attaccando le banche armate, contestando le fabbriche d’armi. Dopo l’esperienza di Action (Agenzia Comunitaria per i Diritti) il suo impegno per il diritto all’abitare.

Ora Nunzio D’Erme e Marco Bucci dovranno rispondere dei fatti avvenuti lo scorso maggio nella sede del VII Municipio durante un convegno istituzionale sull’educazione alla diversità alla quale hanno preso parte anche i movimenti sociali del territorio terminato con l’aggressione da parte di attivisti “neri” intervenuti per contestare l’iniziativa ed esprimere la loro posizione a sostegno della famiglia tradizionale.