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Roma
Atac, 1600 autisti in rivolta per i turni. Parte il calvario verso il Giubileo

Per l'Atac è pieno pre-Giubileo con la prima minaccia di sciopero che arriva dal sindacato Sul. All base della protesta la richiesta inascoltata da parte di 16oo autisti firmatari di una petizione per ottenere la flessibilità dei turni di servizio: “Un diritto civile – spiega il sindacato per conciliare i tempi tra lavoro e casa”.

Spiega Antonio Pronestì, storico leader del Sul: “I lavoratori sono stanchi di vedersi penalizzare nei diritti civili da un’azienda, l’Atac, che spesso scarica le proprie inefficienze gestionali sui propri dipendenti.Alla base della vertenza aperta dal SUL con l’attivazione delle procedure di sciopero, c’è il silenzio e l’arroganza di un’azienda che si rifiuta di confrontarsi nel merito della richiesta di oltre 1600 autisti che con la sottoscrizione di una petizione chiedono di liberalizzare i cambi turno tra agenti per poter conciliare i tempi casa/lavoro. Un diritto di civiltà che sembra essere snobbato non solo dall’ATAC ma anche dall’Assessore alla Mobilità che pur rappresentando la proprietà ed essendo a conoscenza del problema permette che i cittadini romani possano subire disagi per uno sciopero evitabile”.

Sui turni del personale Atac, il Consiglio Comunale si è già espresso

E se Atac fa muro, il sul chiama in causa il Consiglio Comunale: “Cosa ancora più grave è il silenzio della politica romana in merito all’ostinarsi dell’Atac a non regolarizzare con il giusto inquadramento il settore di quei lavoratori cosiddetti della 4^ area a cui la Cassazione ha ridato dignità con una sentenza che condanna l’azienda alla corretta applicazione del contratto di categoria. È bene ricordare a tale proposito che il Consiglio Comunale all’unanimità ha votato la mozione n° 100/2020 del 23/12/2023 che indica all’azienda di risolvere il problema, ma ad oggi la nuova maggioranza e questo management aziendale non hanno inteso affrontare il problema lasciando spazio a ricorsi in tribunale che vede l’azienda puntualmente soccombere con aggravio di spese legali”.

Pronestì: "L'Atac è tra le peggiori aziende d'Italia"

Ma l'aria che tira in azienda non è delle migliori. Conclude Pronestì: “Potrebbe bastare, ma non è così possiamo citare anche la discriminazione tra i dipendenti dei servizi interni e il personale in front line che nella fascia oraria dei pasti viene lasciato al suo destino costretto a rifocillarsi nei locali pubblici con costi che sono ormai diventati proibitivi per una categoria che ha perso moltissimo potere di acquisto nel rapporto salario/inflazione per i mancati adeguamenti salariali. La nostra solidarietà va ai sindacati che in questa azienda ingessata - da tempo - dalla corsa al non fare e con la logica del prendere tempo si trovano impossibilitati – come il SUL – ad affrontare gli atavici problemi che rendono l’azienda di trasporto pubblico più grande d’Italia tra le peggiori del panorama nazionale. Ci si concentra sui mega progetti e si perde di vista la tutela del lavoratore – continua Antonio Pronestì – questa categoria fatica a crescere, il più grande problema del settore infatti è trovare autisti sia per i salari da fame e sia per il tipo di lavoro che è tra i più pesanti e gravosi del mondo del lavoro”.







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