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Roma
Atac: “Ciao, sono uno dei 227 nuovi bus”, ma le obliteratrici non funzionano

“Ciao, sono uno dei 227 nuovi bus”, peccato che ha già dei problemi: nessuna delle due macchinette obliterartici presenti sul mezzo Atac funziona. E come fanno i passeggeri a timbrare il biglietto per evitare di cadere tra le grinfie di un controllore? La soluzione la dà l'autista: “Signo', oggi viaggia gratis”.

 

I vecchi bus, quelli in servizio da quindici o sedici anni, rischiano di prendere fuoco e quelli nuovi, i 227 tanto sbandierati dal sindaco Raggi a luglio e messi in strada in diverse trance nei mesi successivi, già hanno problemi con le macchinette obliteratrici.

Siamo sul 160, in direzione Villa Borghese/Washington. Il bus è partito dal capolinea di piazza dei Caduti della Montagnola alle 9:43 ma con entrambe le obliteratrici spente. La gente sul mezzo si chiede come fare a timbrare il biglietto, terrorizzati dalla possibile salita a bordo di un controllore che possa fare incetta di multe.

C'è chi si timbra il biglietto da solo, scrivendo con la penna l'ora in cui è salito sul bus, e chi invece tenta la “fortuna” non facendo nulla e sedendosi senza aver “timbrato” fai da te il titolo di viaggio. Poi, seduta vicino all'obliteratrice in zona autista, c'è una signora sulla 50ina che ad ogni passeggero che si avvicina alla macchinetta per timbrare il biglietto dice con voce polemica e tono alto quanto basta per farsi sentire dall'autista: “Questo è uno dei nuovi bus, la macchinetta non funziona”.

La signora lo dice una volta, due volte, cinque volte, ma alla decina l'autista sbotta ed ad una signora anziana appena salita comunica la soluzione alle macchinette guaste: “Signo', oggi viaggia gratis”.

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