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Roma
Bufera vaccini, Raggi contro il Governo: “Normativa confusa”. È caos

Aprono le scuole e scatta la polemica sui vaccini. Raggi attacca Lorenzin e Fedeli sulla nuova normativa: “Ogni regione e città la applica in maniera diversa, serve chiarezza”.

 

Zaini in spalla, compiti delle vacanze pronti sui quaderni, ma i cancelli rimangono sbarrati per chi non ha fatto in tempo durante la pausa estiva a vaccinarsi. Roma è al centro della bufera sulla nuova normativa in materia di vaccini, ma il sindaco Virginia Raggi non se ne sta con le mani in mano e invia una lettera di fuoco ai ministri della Salute e dell'Istruzione sottolineando che la Capitale è stata discriminata.


“La nuova normativa sulla prevenzione vaccinale è confusa, risulta poco chiara e viene infatti applicata in modo difforme da Regioni e Comuni in tutta Italia – scrive Raggi - "Il Ministero della Salute ha censurato solo il nostro modello di autocertificazione per l'ammissione ad asili nidi e scuole d'infanzia, che riportava pedissequamente una parte del testo di legge, ammonendoci in modo perentorio sulle responsabilità derivanti dalla mancata attuazione del dettato normativo al quale invece Roma Capitale intende dare seguito”.
Il sindaco di Roma sottolinea nella missiva come l'Italia navighi nel caos a causa di una legge poco chiara, che ha portato le amministrazioni comunali e regionali ad adottare diverse norme per l'accesso scolastico alle scuole dell'obbligo. “Tale difformità evidenzia la confusione che caratterizza il quadro normativo di riferimento”, ribadisce Raggi, focalizzando l'attenzione sulle situazioni in cui non è previsto l'allontanamento dei bambini non vaccinati dagli istituti.


"Questa situazione rischia di generare una discriminazione tra cittadini di serie A e di serie B rispetto alla loro collocazione geografica - aggiunge Raggi - e pertanto l'Amministrazione capitolina chiede che i Ministeri coinvolti rendano immediatamente uniforme l'applicazione normativa. Vanno inoltre fornite indicazioni dettagliate sugli aspetti organizzativi e sulle procedure di non ammissione o di allontanamento dei bambini non provvisti di adeguata documentazione, così da poter rispondere alle legittime preoccupazioni delle famiglie e degli operatori scolastici, ed evitare problemi di ordine pubblico. Nel rispetto del leale principio di collaborazione tra le istituzioni, invito il Governo a definire con l'Anci modalità operative condivise e ad ascoltare gli Enti locali che sono i più vicini alle istanze e alle esigenze dei cittadini", conclude.

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