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Roma
Camgirl, sesso on line conosce la crisi. Super offerta e minorenni dell'Est

Camgirl, la festa erotica è finita: il sesso in chat on line conosce per la prima volta la crisi.

A testimoniare la curva discendente di un fenomeno universale è Serena (nome di fantasia) una delle ragazze romane che ha scalato la classifica di flirt4free il sito in testa alla classifica degli “specializzati”. Serena ha 26 anni ed è in cam da quando ne aveva 18. Fidanzata – e spesso si esibisce in coppia – di giorno è una commessa part time in un negozio del Tridente nel centro di Roma e la sera si trasforma nella tigre della rete co un tatuaggio hot sulla spalle destra.

Biondo cenere o occhi verdi, ad inizio “sessione” è sempre in completino intimo bianco Serena però sta meditando di lasciare webcam e computer e non per la sudata pensione.

“Troppa concorrenza – racconta – e l'impresa non vale più la spesa. Mi spiego meglio. Il 50 per cento circa di ciò che un utente spende per passare del tempo in chat, viene assorbito dalla piattaforma di gestione. Da qualche anno l'arrivo della connessione internet a banda larga anche nei Paesi più difficili come la Russia o la Siberia, ma anche il Sud America ha trasformato le esibizioni in vera e propria prostituzione virtuale con minorenni che si mettono in cam addirittura in gruppo e riescono a stare anche 12 ore al giorno attaccate al computer in maniera ossessiva. E le tariffe che fissano per ciascun minuto sono bassissime”.

Ma è un problema di soldi o di età?

“Intanto diciamo che i lauti guadagni che i media narrano sono frutto di immaginazione. Forse era così qualche anno fa, oggi una cam girl se arriva a 3 mila euro al mese al netto delle spese vuol dire che passa metà della sua vita seduta su un letto o su un divano ad accontentare bizzarrie degli utenti e anche le loro patologie. Il vero nodo è che, quello che era uno show erotico, oggi è diventata un'esibizione volgare di genitali e amplessi sessuali senza che ci sia rispetto per i minori. Non c'è più limite e dal sesso siamo passati alle perversioni più violente. Molte piattaforme non hanno nessun tipo di filtro e anche un bambino può digitare e accedere e osservare la scena. Fin qui ci può anche stare, perché le eventuali responsabilità sarebbero dei genitori che non li seguono, ma quando in chat vedi ragazzine di 16 anni che ne combinano di tuti i colori, allora ti fermi a pensare. Che succede? Sarà una scelta libera, oppure siamo di fronte ad un'ingegnerizzazione della prostituzione? Io il sospetto ce l'ho perché vedo i loro comportamenti e poi l'idea che siamo ragazzine mi fa venire i brividi. Dieci ore al giorno connesse da Bolivia, Colombia e Russia non sono accettabili”.

Ma come è possibile che delle minorenni possano iscriversi a questi servizi?

“Me lo dica lei. Per quanto mi riguarda la piattaforma con la quale lavoro io è serissima. La verifica dell'identità con la trasmissione dei documenti è obbligatoria e non posso essere registrata io e mandare in chat un'altra persona. Insomma, sarà pure eros o sesso simulato, però certe cose io non le digerisco”.

Si è mai pentita di aver fatto questo lavoro?

“Mai e poi mai, le mie sono state tutte scelte consapevoli e divertenti. E poi io non vivo di chat erotiche. Ho un lavoro, un amore in corso e una vita privata intensa. Sì l'ho fatto anche per soldi e per divertimento non lo nascondo; per divertimento e per soldi; anche le cam girl hanno un'anima e un'etica, mica siamo bambole. Ma le minorenni no”.

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