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Roma
Caos abbonamenti, i voucher sono illegittimi: As Roma e Ss Lazio in tribunale

Caos rimborso degli abbonamenti per lo stadio, i voucher messi a disposizione dei tifosi sono illegittimi: As Roma e Ss Lazio, insieme ad altri 7 club di Serie A, hanno aggirato la norma che avrebbe dovuto regolamentare i contratti di abbonamento. È scontro con i supporter, che portano le società in tribunale.

Le società infatti erano state invitate dall'Agcm, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a modificare le clausole previste nei contratti di abbonamento perché contrarie al Codice del Consumo poiché “escludendo o limitando la responsabilità delle società di calcio parrebbero suscettibili di introdurre un significativo squilibrio a carico dei consumatori nelle prestazioni contrattuali”. Le squadre nel messe nel mirino dall'Agcm all'inizio della campagna abbonamenti per la stagione 2019-2020 erano state Atalanta, Cagliari, Genoa, Inter, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese.

Ora, con la pandemia Coronavirus e il conseguente rimborso delle partite giocate a porte chiuse, le nove società si ritrovano nei guai con i tifosi che si sonno rivolti al Giudice di pace per ottenere il rimborso in denaro e non con i voucher spendibili negli store dei club: le udienze sono fissate per il prossimo mese di ottobre.

A sostenere gli abbonati durante questa azione è stata la Federsupporter, l’associazione di tutela dei diritti dei tifosi. “Come sempre, l’atteggiamento padronale e prevaricatorio dei Club nei confronti dei tifosi, in occasione della pandemia virale, non ha portato le Società di calcio ad un confronto costruttivo per trovare una soluzione, consentendo al tifoso consumatore di esercitare il diritto sacrosanto, di scegliere tra il rimborso monetario ed il rilascio di un voucher sostitutivo – scrive in una nota Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter –. Le società sportive hanno imposto, sulla base dell’equiparazione delle partite di calcio ad uno spettacolo, il rilascio di un tagliando sostitutivo compensativo delle quote di abbonamento non potuto utilizzare in conseguenza delle partite giocate 'a porte chiuse', nel quadro di quanto previsto dal Decreto Italia (art. 88, 2° comma). Sostanzialmente, si viene a mettere a disposizione dell’abbonato una sorta di 'borsellino virtuale' nel quale è accreditato l’importo delle quote di abbonamento non utilizzate. Inoltre, qualora non 'spenderanno' la somma virtualmente accreditata, non avranno diritto al rimborso dell’eventuale credito residuo o addirittura se la richiesta non perverrà entro un termine estremamente ravvicinato (entro agosto), la stessa 'costituisce rinuncia alla richiesta di rimborso'”.

I comunicati emessi dalle società in tal senso parlano chiaro. Quello della As Roma recita: “…i biglietti relativi alle gare casalinghe sospese a decorrere dall’8 marzo 2020 e che saranno disputate a porte chiuse….. verranno rimborsati dalla Società ai sensi e per gli effetti dell’art. 88 del D.L. 17 marzo 2020 e s.m.i. ( n.d.r- successive modificazioni e integrazioni) convertito in L.24 aprile 2020,n.27, tramite emissione di un voucher digitale rilasciato e utilizzabile secondo le modalità indicate infra….. Il voucher rilasciato sarà spendibile attraverso tutti i canali di vendita diretti della Società, entro 18 mesi dalla data di emissione esclusivamente in abbonamenti e/o biglietti per eventi organizzati da AS Roma presso lo Stadio Olimpico di Roma…. Il voucher è cedibile a soggetti diversi dall’intestatario dello stesso… Qualora l’importo del voucher non venisse interamente speso entro la sua naturale scadenza non sarà possibile recuperare il credito residuo”.

Stesso discorso quello della Ss Lazio: “... preso atto dei provvedimenti adottati dalle Autorità competenti... informa i propri tifosi che i ratei non goduti degli abbonamenti della stagione sportiva 2019-2020 relativi a… ( n.d.r. 5 gare)… saranno messi a disposizione ai sensi e per gli effetti dell’art. 88 del D.L. 17.03.2020 e s.m.i. convertito in L. 24.04.2020,n.27, tramite emissione di un voucher. Le richieste di emissione di voucher dovranno pervenire alla società... entro le ore 20 del 30 agosto 2020. Il mancato invio delle richieste entro questo termine costituisce rinuncia alla richiesta di rimborso… Il voucher è cedibile”.

“Ancora una volta, dobbiamo constatare l’esistenza di un contratto (l’abbonamento alla stagione calcistica) in cui le parti, il Club ed il tifoso, non sono in posizione paritetica – continua Parisi –. Tutta questa architettura “pseudo normativa”, tesa a regolamentare il rapporto con i tifosi, unicamente a loro danno, si presenta, peraltro, in aperto contrasto con le Direttive comunitarie in tema di tutela dei diritti del consumatore. Direttive che garantiscono un elevato livello di protezione dei consumatori ed anche la tutela di interessi economici. Agli Stati membri è lasciata soltanto la possibilità di mantenere o introdurre disposizioni di protezione più rigorose. Pertanto, la norma interna che sta regolando i rapporti Club-Abbonati va disapplicata dal Giudice nazionale, in quanto non consente al consumatore (nel nostro caso al tifoso) di esercitare il diritto al rimborso nei confronti del venditore (nel nostro caso la società sportiva) per non aver potuto assistere a spettacoli poi non effettuati o effettuati ma con inibizione agli spettatori di assistervi, limitando così la sua capacità di assumere una decisione libera e consapevole. Linea giuridica e comportamentale sostenuta dall’Antitrust. Ne deriva che il tifoso (consumatore) che voglia ottenere il rimborso, unicamente con mezzi monetari, del prezzo pagato per l’abbonamento non potuto godere, può rivolgersi al Giudice di pace chiedendo la disapplicazione della norma di cui sopra e, di conseguenza, l’importo dovuto. Per tale azione Federsupporter per i propri soci, e gli altri tifosi, si dichiarano pronti a sostenere gli abbonati nei sensi sopra precisati”.

Da cui l'idea di Federsupporter di un mega sciopero degli abbonamenti, circa 360mila quelli effettuati lo scorso anno per i club di Serie A: “Contro questo ennesimo atteggiamento di aperto disprezzo verso i diritti dei tifosi da parte della lobby calcistica che – conclude Parisi – ha condizionato e condiziona la politica, come è stato sinora dimostrato e come si sta palesando con la richiesta assurda ed anticostituzionale di ingressi 'privati' allo stadio a scelta delle società, è necessaria una presa di posizione concreta e compatta di tutti i tifosi abbonati quale quella dello 'SCIOPERO DEGLI ABBONAMENTI'. Finora si è dimostrato che l’unica preoccupazione della Lega Serie A è stato il potenziale mancato incasso di 235 milioni, qualora si fosse sospeso il campionato a marzo, nel momento del picco epidemico. Così come è ancora dimostrato dal contenzioso con i broadcaster dei diritti TV, il cui mancato incasso avrebbe messo a 'serio' repentaglio la sopravvivenza del sistema calcio! Ed allora se ai padroncini del calcio interessano solo i ritorni finanziari del loro business, ignorando ogni altro aspetto, sociale, di sicurezza, di valori sportivi, è necessario incidere unicamente sul loro punto debole: il denaro. La nostra passione sportiva, l’empatia per i colori della squadra del cuore possono egualmente essere coltivati, gara dopo gara, acquistando il biglietto”.

 

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