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Roma
Carte false di ignari super pensionati per ottenere prestiti: 5 arresti a Roma
Pensioni quota 100

Truccavano documenti, buste paga e dati Inps sulle pensioni di benestanti ignari per ottenere prestiti e cessioni del quinto. E ci riuscivano pure, grazie alla collaborazione di un dipendente infedele del Comune di Roma. Tra le vittime 4 ex top manager pubblici: Pietro Ciucci, Raffaele Bonanni, Vito Gamberale e Massimo Sarmi.

 

Ci sono famosissimi ex top manager pubblici tra le persone truffate dalla "banda" dei cinque uomini arrestati questa mattina dai carabinieri della stazione San Lorenzo in Lucina. Si va da Pietro Ciucci, ex presidente e amministratore di Anas, a Raffaele Bonanni, ex segretario generale della Cisl, fino a Vito Gamberale, ex dirigente con incarichi in Telecom e Autostrade, e a Massimo Sarmi, ex ad del Gruppo Poste Italiane. L'indagine, coordinata dall'aggiunto Paolo Ielo e dal pm Antonio Clemente, è partita proprio dalla denuncia di Gamberale che nel febbraio del 2018 si è presentato dai militari lamentando il mancato accredito della pensione di 24 mila euro che, si scoprirà all'esito delle indagine, era stata dirottata su un conto tedesco.

Lo schema era sempre lo stesso: i truffatori, grazie alla complicità di un dipendente Inps (deceduto da poco) e attraverso il reperimento dei dati reali dei documenti di identità, ricercati e comunicati da un complice, dipendente dell’VIII Municipio del  Comune di Roma, falsificavano Carte d'identità e Codici Fiscali sui quali venivano apposte le foto dei pensionati reperite dal web o corrispondenti a quelle degli indagati. In alcuni casi, come visto, appropriandosi dell’identità di ex top manager riuscivano a intascare le rispettive "pensioni d’oro". Recuperati dai carabinieri, oltre ai 24 mila euro a Gamberale, un’autovettura Fiat 500 del valore di 15 mila euro, acquistata mediante la sottoscrizione di un finanziamento con documentazione risultata falsa. A seguito di tempestivo intervento, i carabinieri riuscivano anche ad impedire l’acquisto di un televisore, una playstation e un iPhone presso un esercizio commerciale di Roma per un valore di euro tremila euro mediante il tentativo di accensione di un finanziamento. "Mente" del gruppo di truffatori era Luigi Pisano, già in passato coinvolto in vicende simili, e unico destinatario della misura cautelare in carcere. Nel corso delle attività sono stati inoltre eseguiti tre arresti in flagranza e cinque persone sono state denunciate a piede libero.

 

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