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Roma
Casapound, in Campidoglio una “talpa” sulle case popolari da occupare

Casapound, una talpa all’interno del Campidoglio. L’ipotesi della procura: una dipendente infedele del Comune dietro l’occupazione degli alloggi popolari.

Una talpa all'interno del Campidoglio, dietro la tempestiva occupazione di alloggi popolari da parte di Casapound un informatore infedele. È questa l'ipotesi della procura regionale della Corte dei conti, con gli investigatori che, a breve, potrebbero depositare un'informativa alla Procura del tribunale di Roma relativa alla rivelazione di notizie da parte della dipendente del Comune.

Secondo quanto ribalzato da diversi giornali, la vicenda coinvolgerebbe una donna, una maestra d'asilo, con accesso privilegiato a informazioni degli uffici comunali e al tempo stesso inquilina abusiva dell'edificio di via Napoleone III, stabile occupato da Casapound. Ora, nei suoi confreonti, potrebbe scattare una denuncia penale. Alla donna sarebbero state passate informazioni anche da altri dipendenti comunali, poi passate all'associazione di estrema destra per favorirne i bliz. Parallelamente procedono gli accertamenti da parte della magistratura contabile. L'edificio all'Esquilino occupato da Casapound è di proprietà del Demanio e lo ha in carico al Ministero dell'Istruzione.

Un caso che non sembra però aver preso alla sprovvista la stessa Casapound, che ha prontamente reso note le parole della maestra accusata attraverso la stama: "Io esco per andare a scuola e basta. Faccio da anni il mio lavoro con amore e passione dedicandomi anima e cuore - si legge nel messaggio - Queste dichiarazioni mi sembrano veramente assurde".

"Siamo alla follia, alla fantascienza. Non esiste alcuna talpa in Campidoglio, non c'è nessuna rete di informatori". Replica ancora Davide Di Stefano, responsabile romano di Casapound, in merito alla notizia di una presunta 'talpa' che avendo accesso a informazioni privilegiate dagli uffici comunali avrebbe segnalato a CasaPound informazioni sugli assegnatari delle case popolari alla periferia di Roma. "Non c'è nessuna talpa, ci chiamano gli abitanti dei quartieri che ci conoscono perché in passato abbiamo magari organizzato manifestazioni, sistemato qualche parchetto o distribuito, come ad esempio a Torre Maura, di pacchi alimentari".

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