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Roma
Coronavirus, avvocati in rivolta: “Finiti fondi per i compensi”. Bonafede tace

Coronavirus, avvocati in rivolta: al 17 aprile i fondi per la liquidazione degli onorari per il patrocinio a spese dello Stato e le difese d'ufficio, presso la Corte d'Appello di Roma, sono esauriti. L'Ordine dei togati della Capitale chiede subito un nuovo accredito al ministro Bonafede, ma dal numero uno di palazzo Piacentini nessuna risposta.

 

L'Ordine degli Avvocati di Roma ha infatti segnalato al ministro della Giustizia che già a metà del mese di aprile, i fondi sono a secco. "Ci troviamo nel bel mezzo di una crisi sanitaria ed economica epocale che sta producendo danni gravissimi al paese intero e, per quel che riguarda la categoria forense, certo non risparmia l'Avvocatura, con migliaia e migliaia di domande di sostegno avanzate per il tramite della Cassa previdenziale - spiega il Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Roma, Antonino Galletti - ma purtroppo dobbiamo registrare la risposta del Presidente della Corte di Appello che ci informa che incredibilmente i fondi sono già terminati".

"Lo stesso Presidente Flavio Massimo Gallo, che è un galantuomo - continua Galletti - consapevole delle difficoltà che l'Avvocatura sta incontrando, ci fa sapere peraltro che 'la situazione è stata ampiamente rappresentata al Ministero della Giustizia, sia attraverso richieste di fabbisogno all'Amministrazione, sia con solleciti e aggiornamenti sull'insufficienza delle somme disponibili'. Conclude la Corte spiegando che ad oggi non si hanno notizie in merito alle tempistiche di accreditamento dei nuovi fondi".

Sulla vicenda si è mossa l'Unione degli Ordini Forensi del Lazio, della quale il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma fa parte, con una durissima nota indirizzata al Ministro Bonafede, dove si chiede di provvedere alla situazione quanto prima.

"La tempesta sanitaria che ha investito il Paese - conclude Galletti - è stata affrontata in modo responsabile dalla stragrande maggioranza dei cittadini, che hanno rispettato le disposizioni del Governo. Ora la tempesta economica che rischia di spazzare via intere fasce più deboli di cittadini e di professionisti va affrontata dalla classe politica in modo altrettanto responsabile. E fra i segni distintivi della responsabilità, c'è l'impegno ad onorare i propri debiti. Lo Stato non può trasformarsi in un cattivo pagatore quando dai suoi debiti dipende la sopravvivenza del creditore".

L'Ordine degli Avvocati di Roma ha così voluto dedicare al ministro Bonafede “I giardini di marzo” di Lucio Battisti, riproponendogli la domanda presente nel ritornello della canzone "Che anno è, che giorno è".

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