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Roma
Coronavirus, quasi 7 imprese romane su 10 con l'acqua alla gola. I dati shock

Coronavirus, quasi 7 imprese romane su 10 con l'acqua alla gola. Lo rende noto la Camera di Commercio nella consueta indagine con la quale indaga sull'impatto della pandemia sui bilanci. E il 2021, sarà il secondo anno consecutivo di crisi, poiché la ripresa è attesa solo per 2022.

La Camera di Commercio di Roma ha costruito un panel di 500 imprese rappresentative delle attività economiche di Roma e provincia per valutare l'impatto economico del coronavirus e fornire un costante aggiornamento sull'evoluzione della situazione.Questa nuova indagine è stata somministrata tra il 24 e il 29 marzo 2021. Le imprese del campione hanno nel 67% dei casi la sede nel comune di Roma e per il 33% dei casi nel resto della provincia di Roma. L'84,6% delle imprese ha tra 0 e 9 dipendenti, il 12,6% ha tra 10 e 49 dipendenti e il 2,8% delle imprese ha oltre 50 dipendenti.

Considerazioni generali
Questa indagine, come detto, si concentra soprattutto sulle aspettative degli imprenditori relativamente all'anno in corso e alle azioni che si stanno attuando per fronteggiare la situazione e ripartire appena possibile.Il 2020 è stato un anno durissimo per le imprese, ma la crisi ha colpito in maniera molto diversa il sistema imprenditoriale romano. Anche il 2021 sarà un anno difficile, e la quasi totalità del tessuto produttivo si aspetta una normalizzazione dell'attività economica solo nel 2022.Consuntivo fatturato 2020Per il 47,7% delle imprese intervistate la riduzione di fatturato nel 2020 ha superato il 30%. In totale per il 79,1% delle imprese il fatturato è diminuito (per il 31,4% delle imprese il fatturato è diminuito fino al 30%) a fronte di un 20,9% che ha visto invece il fatturato stabile o in aumento.Dopo un anno così difficile il 29,3% delle aziende dichiara di essere in una situazione di vulnerabilità e di aver proseguito l'attività solo grazie alle misure di sostegno messe in campo, mentre un altro 31,4% pensa che ci siano concreti rischi di chiusura dell'azienda nel 2021.

Fatturato primo trimestre 2021
Il 25,9% delle imprese si aspetta un fatturato stabile nel primo trimestre 2021, mentre solo l'8,4% si aspetta un aumento. Il restante 65,7% prevede una ulteriore diminuzione del fatturato nel primo trimestre 2021. Inoltre, per l'84,9% delle imprese la situazione si normalizzerà solo nel 2022.

Come si sta preparando l'impresa per il ritorno alla normalità
Quasi due imprese su tre pensano che non siano necessari cambiamenti aziendali e che il ritorno alla normalità dipenderà solo dalla fine dell'emergenza sanitaria.Una parte importante di imprese sta invece potenziando i canali di vendita digitali, la formazione del personale e la personalizzazione dei prodotti.

Pericoli per la ripresa
Per il 33,5% delle imprese l'epidemia ha causato un abbassamento delle aspettative per il futuro, il 31,8% delle imprese pensa che ci saranno molte chiusure e un aumento dei disoccupati significativo, per quasi il 30% delle imprese un altro motivo che potrebbe compromettere la ripresa è lo slittamento degli investimenti e anche, per il 23% delle imprese, l'aumento della propensione al risparmio delle famiglie legato all'incertezza per il futuro.

"I risultati di questa nuova indagine - afferma Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma - delineano un quadro di forte sofferenza per il nostro tessuto produttivo, ma anche un impatto della crisi differenziato: più contenuto per manifatturiero e costruzioni, molto forte per alberghi, ristoranti e commercio dove il calo del fatturato è più marcato e la ripresa ancora lontana dal manifestarsi. La pandemia, senza dubbio, ha poi accelerato il processo di digitalizzazione delle imprese e lo dichiara quasi una su quattro (22,6%) ma le piccole, che rappresentano la spina dorsale del nostro tessuto produttivo, hanno spesso un livello delle competenze che è un punto debole. Per questo è necessario un grande sforzo, da parte di tutti gli attori preposti allo sviluppo, per accompagnare le Pmi nella trasformazione digitale perché è ormai una scelta obbligata: solo se l'impresa è innovativa, sopravvive. In generale, l'Osservatorio della Camera di Commercio attivato a marzo 2020 in concomitanza con l'avvio del primo lockdown ci ha restituito l'immagine di un sistema imprenditoriale locale che non si arrende, seppur tra molte difficoltà. Dopo un anno la situazione resta complessa, ma la campagna vaccinale in costante potenziamento, il nuovo decreto ristori e i fondi del Recovery Plan inducono a un minimo di ottimismo per i mesi a venire. Roma, la Capitale d'Italia, può e deve ripartire. Il tempo delle rendite è finito, serve una nuova visione di sviluppo e auspico - conclude Tagliavanti - che venga realizzato un grande progetto capace di legare insieme le filiere della produzione, del sapere, dell'innovazione e della conoscenza, facendo leva sul grande patrimonio della nostra città. Noi, come Camera di Commercio, siamo pronti a dare il nostro contributo".

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