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Roma
De Vito, profezia sul Governo nelle intercettazioni: “Elezioni nel 2020"

Marcello De Vito è un fiume in piena nelle intercettazioni: “Si, il Governo cade. Elezioni a maggio o giugno 2020”. Questa la profezia sulle elezioni anticipate lanciata a Mezzacapo in una conversazione registrata presente nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Tomaselli. Le parole del 4 febbraio 2019 alla base del loro “sodalizio”.

 

La sussistenza tra De Vito e l'avvocato Mezzacapo di un vero e proprio sodalizio viene consacrata nella conversazione registrata in ambientale all'interno dello studio legale di Mezzacapo il 4 febbraio 2019. In questa conversazione, i due discutono dell'attuale congiuntura politica, favorevole per massimizzare i loro profitti illeciti, e si esprimono in termini assolutamente espliciti. In particolare Mezzacapo afferma in maniera chiara che lui e De Vito devono sfruttare fino in fondo la situazione che si è venuta a creare con la nomina di De Vito a Presidente del Consiglio di Roma Capitale: “questa congiunzione astrale tra... è tipo l allineamento della cometa di Halley, hai capito?... cioè... è difficile secondo me che riverifichi così... e allora noi... Marce'... dobbiamo sfruttarla sta cosa secondo me, cioè guarda... ci rimangono due anni... ci rimangono due anni”.

Non solo vi è la determinazione a sfruttare il ruolo pubblico di De Vito per fini privatistici e per ottenere lauti guadagni con un atteggiamento e delle modalità assolutamente analoghe a quelle di una logica imprenditoriale, ma vi è anche una sorta di autopromozione delle attività criminali che, secondo gli interlocutori, devono intensificarsi quanto più possibile in ragione dell'elevato valore commerciale che la funzione svolta dal De Vito ha assunto in relazione alle responsabilità digoverno che il Movimento 5 Stelle ha sia a livello comunale che nazionale. Entrambi appaiono consapevoli che in una logica di mercato, che è l'unica che essi comprendono e che è quella che dirige le loro condotte, la posizione di potere del pubblico ufficiale ha assunto, in ragione della congiuntura favorevole, un consistente valore che ne richiede un'adeguata gestione in un ottica di ottimizzazione del profitto.

Ma c'è di più. La stessa conversazione offre una chiara ed inequivoca indicazione dellemodalità con le quali il prezzo delle corruzioni viene prima corrisposto e poi custodito per essere successivamente diviso. De Vito infatti, facendo riferimento alle somme confluite nella società MDL s.r.l., dice a Mezzacapo: “Va beh, ma distribuiamoceli questi”; e Mezzacapo risponde: “Ma adesso non mi far toccare niente, lasciali lì... a fine man... quando tu finisci il mandato, io ci... se vuoi non ci mettiamo altro sopra se vuoi, eh”. In sostanza, De Vito vorrebbe immediatamente incassare la quota parte del denaro a lui spettante ma Mezzacapo lo convince ad aspettare fino al termine del suo mandato elettorale “cioè la chiudiamo, distribuiamo i liquidi e sparisce tutta la proprietà... non c'è più niente e allora però questo lo devi fa' quando hai finito quella cosa, siccome mo ci stanno facendo sponsorizzazioni comunque adesso il nuovo contratto che gli ho mandato, lei continua a fatturare là produce anche una staticità ormai su... hai capito il senso insomma...”.

Si tratta di una conversazione illuminante che chiarisce in maniera inequivocabile il patto scellerato che lega De Vito a Mezzacapo, dando chiara dimostrazione di come le somme confluite nella società MDL s.r.l., formalmente riconducibili solo al secondo, siano invece anche del pubblico ufficiale che appare, peraltro, “impaziente di entrarne in possesso”, scrive il Gip Tomaselli. “Un format assolutamente riuscito – continua il gip nell'ordinanza -, fino ad oggi, grazie alla congiunzione astrale ed allaspregiudicatezza di chi ritiene, sol perché dotato di astratte credenziali sociali e/o, professionali di potersi muovere liberamente e impunemente in ambiti criminali.

De Vito e Mezzacapo, sempre nell'intercettazione del 4 febbraio scorso, parlano anche della situazione politica attuale. Mezzacampo non crede che “alle prossime elezioni a Roma il movimento rivada al governo della città, te lo dico proprio sinceramente...va beh tutto può succedere”. E De Vito: “Mah vediamo, a noi basta andare al ballottaggio... comunque noi... loro dovrebbero fare un deroga alla regola dei due mandati”. L'avvocato si dice convinto che si voterà i primi mesi del 2020, “quella è la finestra”. D'accordo De Vito, che però aggiunge: “Devono solo fare le nomine Eni... Enel... credo si voti a maggio, giugno 2020”.

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