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Roma
Dimenticati e ai margini dell’Europa. Gli “Unseen-Non visti” in mostra a Roma

di Maddalena Scarabottolo

Poveri e dimenticati, ai margini dell'Europa. Una raccolta di foto svela i volti dei figli minori del continente, sono gli “Unseen-Non visti”: protagonisti, fino al 26 maggio, al Museo di Roma in Trastevere. La mostra è promossa da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e prodotta dal Goethe Institut.
 

L'esposizione collettiva costituisce la seconda tappa, dopo Milano, del progetto “Nell'ombra-Famiglie in Europa” e proseguirà a Minsk nel mese di Settembre per poi proseguire a Tirana. A inizio 2020, l'ultima tappa sarà a Halle presso la Kunststiftung des Sachsen-Anhalts (Fondazione per l’arte della Sassonia-Anhalt).

Il progetto, prodotto dal Goethe Institut e curato da Gabi Scardi, ha la volontà di indagare gli effetti che la rapida trasformazione dell'Europa ha sull'individuo e sulle comunità. La mostra si compone di fotografie, video e testi realizzati da quattro fotografi: Jutta Benzenberg, Andrei Liankevich, Livio Senigalliesi, Mila Teshaieva. I paesi soggetto del progetto e del lavoro incrociato degli artisti sono l'Albania, la regione della Polesia in Bielorussia, la zona della ex Germania dell'Est e la zona del Sulcis in Sardegna.

Lo sguardo ravvicinato su queste realtà ai margini dell'Europa, intesa come continente, hanno fatto emergere, come ha detto la curatrice Gabi Scardi, “gli effetti collaterali” dei grandi cambiamenti avvenuti a livello sociopolitico negli ultimi anni.

L'obiettivo delle macchine fotografiche, come si può vedere in mostra, è stato messo a fuoco sulla specificità delle zone e soprattutto sulla storia e la vita dei singoli.

I risultati di questo progetto indipendente e autonomo mostrano come si vive oggi nelle zone dei confini geopolitici: quei posti dove non esistono immagini social ma solo culture con una forte specificità e rispetto delle tradizioni. Sono luoghi “unseen” (non visti), dimenticati dalla società dove lo scorrere della vita non interessa più ai centri del potere.

Una mostra, quella ospitata al Museo di Roma in Trastevere, che diventa un'indagine dei cambiamenti sociali e antropologici di un'Europa che procede a più livelli e a diverse velocità, dimenticando spesso chi chiude la fila. A proposito di questo aspetto, il fotografo Livio Senigalliesi dice che “le foto sono volute e pensate come un progetto culturale perché la fotografia è cultura”.

Gli artisti hanno sottolineato inoltre come, nonostante sia un reportage fotografico, il viaggio ha acquisito la valenza di testimonianza visiva e umana: uno spaccato di come si vive ai margini della società capitalistica rendendo l'idea di ciò che significa vivere una vita ordinaria.

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