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Roma
Due scheletri sotto terra, tormento di Roma: scavi e spunta il Medioevo

Scoperte due tombe medioevali nel cuore di Roma, in via del Governo Vecchio. Lo comunica la Soprintendenza Speciale di Roma, spiegando che i due contesti funerari con sepolture a inumazione, sono stati individuati durante i lavori di assistenza archeologica in corso d'opera della Soprintendenza per la sostituzione delle tubature di Italgas.

Gli scavi archeologici si sono conclusi venerdì 18 ottobre con la chiusura del cantiere. I materiali rinvenuti sono in fase di studio e potranno fornire ulteriori informazioni ed elementi per la datazione. La prima delle due tombe, parzialmente distrutta dal passaggio di sotto servizi (gas e scarichi), è delimitata da porzioni di muri in laterizi con tramezzi interni che sembrerebbero delimitare lo spazio delle formæ.

All'interno sono stati rinvenuti due scheletri (conservati per metà in senso longitudinale), appartenenti a una giovane donna (25-30 anni) con una conchiglia sulla mano, e a un uomo (30-40 anni). Sotto queste due sepolture sono stati trovati due ossari chiusi con tegole antiche (una reca un bollo di epoca traianea), riutilizzate in epoca successiva. Le sepolture sono compromesse da precedenti lavori e non sono presenti elementi di corredo funerario con l'eccezione di una moneta di bronzo accanto alla donna databile tra la fine dell'XI e il XII secolo, e di altri frammenti di conchiglie. Il secondo deposito individuato, particolarmente danneggiato da interventi moderni, è un'area cimiteriale con muretti divisori a ridosso di un grande muro in opera laterizia che presenta diverse fasi e assimilabile ad analoghe strutture documentate all'interno dell'adiacente Oratorio dei Filippini. Le sepolture sembrerebbero tutte riconducibili all'epoca medievale.

Le conchiglie rinvenute accanto agli scheletri - della specie Pecten jacobaeus conosciute anche con il nome di capesante - sono infatti caratterizzate dalla presenza di due fori per appenderle alla tipica collana indossata inizialmente dai devoti in viaggio per Compostela e successivamente da tutti i pellegrini. Questi elementi portano a ipotizzare un cimitero destinato ai pellegrini, sito lungo la via Papalis, la strada di grande valore simbolico che da San Giovanni, all'epoca sede del Papa, conduceva a San Pietro. Le sepolture sono probabilmente pertinenti alla Chiesa medioevale di Santa Cecilia a Monte Giordano, la cui prima attestazione risale al 1123 e che venne demolita nella prima metà del XVII secolo per fare spazio alla costruzione dell'Oratorio dei Filippini completato da Francesco Borromini.

"La scoperta delle sepolture a via del Governo Vecchio - spiega la soprintendente Daniela Porro - ci svela un pezzo della vita medioevale della città, un'epoca in cui Roma era meta di grandi pellegrinaggi, e riporta anche alla luce un'area del culto di Santa Cecilia, cui i romani erano particolarmente devoti in epoca tardo antica e nel Medioevo, tanto da dedicarle ben sei chiese”.

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