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Roma
Edilizia, crisi senza fine: 1145 imprese e 34mila occupati in meno in 5 anni

Edilizia, la crisi nera non è finita. Burocrazia e bandi pubblici impossibili soffocano il settore: 1145 imprese e 34mila occupati in meno negli ultimi 5 anni.

 

È il desolante rapporto sullo stato di salute dell'edilizia nel Lazio, presentato dal Direttore Generale della Federlazio Luciano Mocci e dal Presidente di Federlazio Edilizia Alessandro Sbordoni. I dati dell’indagine, elaborati dall'Osservatorio Federlazio, si riferiscono al consuntivo 2017 con previsioni per il 2018. Il primo Osservatorio Federlazio sull’Edilizia è stato presentato lo scorso anno con lo scopo di fornire informazioni significative sull’andamento del settore.  L’edilizia, nonostante la crisi di questi ultimi anni, con le sue 72.000 imprese e oltre 126 mila addetti, costituisce il 15% dell’universo imprenditoriale e il 5% dell’occupazione totale nella regione e svolge una importante funzione di traino per l’intera economia e il sistema produttivo. Dall’elaborazione Federlazio dei dati, emerge come, anche quest’anno, la situazione complessiva del settore sia però ancora in fortissima difficoltà. In Italia, tra il 2012 e il 2017, le imprese attive si sono ridotte di 69.000 unità (-8,5%) e i posti di lavoro persi sono stati circa 284 mila. Nello stesso periodo, nel Lazio la situazione di crisi si evidenzia attraverso la chiusura di 1.145 imprese (-1,6%) e di 34 mila occupati in meno.ChiudonoA livello di “peso”, le imprese edili rappresentano oggi il 14% in Italia rispetto a tutti gli altri comparti economici (16% nel Lazio). La percentuale di occupati dell’Edilizia rappresenta invece solo il 6% in Italia rispetto a tutti gli altri settori (5% nel Lazio).

In controtendenza, invece, il comparto delle compravendite: nel 2017 in Italia sono state oltre 542 mila contro le 440 mila del 2012. Stesso discorso per il Lazio con 56 mila vendite immobiliari contro le 48 mila del 2012.

Il sondaggio

Secondo un sondaggio svolto tra gli imprenditori del settore, i fattori che incidono negativamente sull’andamento del business aziendale sono “l’aumento dei vincoli burocratici” (3,94), il “rallentamento e le complicazioni nelle procedure di aggiudicazione dei bandi pubblici” (3,43), seguito da “incertezza delle politiche urbanistiche” (3,19) e “riduzione dei bandi di gara pubblici” (3,17). Dalle risposte ai questionari, inoltre, è emerso come i giudizi maggiormente negativi riguardano anche quest’anno il rapporto tra imprenditori edili e Pubblica Amministrazione locale. Il 19,4% degli intervistati dichiara infatti una situazione “molto negativa” riguardo alla capacità della PA di rispondere alle loro esigenze, stessa percentuale per chi giudica molto negativo il rapporto con la burocrazia delle Amministrazioni locali.
 

Le previsioni

Rispetto al quadro riferito al 2017, le aspettative per l'anno in corso sono di miglioramento con un saldo che diventa positivo assestandosi al valore di +3. Tuttavia, risulta notevolmente diversificato tra le aziende minori, attese da nuove e  notevoli difficoltà, rispetto a quelle di maggiore dimensione: saldo -25 per aziende fino a 5 dipendenti, saldo +33,3 oltre 15 addetti.In merito alle aspettative sui singoli segmenti di mercato, il confronto dei valori nelle due rilevazioni annuali evidenzia, comunque, un miglioramento complessivo delle aspettative per tutti i settori. In particolare va segnalato il notevole incremento dei saldi di opinione per le prospettive dei lavori di ristrutturazione e valorizzazione dell’edilizia privata (saldo +22,2% contro +2,4% dello scorso anno), che diventa il segmento sul quale gli imprenditori prevedono le maggiori potenzialità di crescita. L’anno scorso il primo posto era stato attribuito agli interventi di recupero urbano.Infine, è stato chiesto agli imprenditori edili del Lazio eventuali strategie da suggerire alle Pubbliche Amministrazioni del territorio regionale per poter sostenere il rilancio del settore nel prossimo futuro. È così emerso emerso che gli imprenditori auspicano l’impegno delle Pubbliche Amministrazioni nella direzione della riqualificazione e della messa in sicurezza degli edifici pubblici (69%) e si attendono una consistente ripresa delle attività nell’ambito della rigenerazione urbana (65,5%), combinando risorse pubbliche e private.

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