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Esposto all’amianto, sarà prepensionato. La sentenza storica del Tribunale

L’Inps è stato condannato a rivalutare la posizione contributiva di un tecnico aeronautico che ha lavorato per più di vent’anni a contatto con le fibre mortali. Un successo per l’Osservatorio Nazionale Amianto

Per anni ha lavorato come addetto alla manutenzione degli aerei rimanendo a contatto prolungato con elementi degli aeromobili costruiti con parti in amianto. Una condizione che gli consente di ottenere il prepensionamento, proprio a causa dell’esposizione alle fibre mortali. La decisione del Tribunale di Roma che ha condannato l’INPS a rivalutare la posizione contributiva di un tecnico aeronautico.
Una sentenza favorevole al lavoratore che per più di vent’anni aveva svolto le proprie mansioni non solo all’esterno, ma anche negli hangar dove la probabilità di venire a contatto con le polveri cancerogene era più elevato.
“I consulenti hanno sempre concordemente concluso nel senso che, per tali lavoratori, deve ritenersi sussistente l’esposizione a fibre di amianto in misura superiore a cento fibre/litro – spiega l’avvocato Ezio Bonanni che ha difeso il lavoratore nella causa contro l’istituto di previdenza – si tratta di una sentenza molto importante poiché riconosce l’esposizione qualificata a polveri e fibre di amianto fino al 31 dicembre 2000, che avvalora tutte le precedenti sentenze e preclude sostanzialmente ogni possibilità all’INPS di contestare l’esposizione qualificata nel settore aeronautico”.
L’Osservatorio Nazionale Amianto, fa sapere il presidente Ezio Bonanni, si rende disponibile ad assistere tutti i dipendenti del settore aeronautico esposti all’amianto, che possono quindi accedere al prepensionamento.