di Claudio Roma
Ora è un caso di Stato. Costretto da sette interpellanze presentate dal Pdl Renato Brunetta a rispondere pubblicamente, il ministro per l’Ambiente Andrea Orlando chiarisce ogni dubbio sulla sorte della discarica di Roma alla Falcognana: “Sito idoneo per una soluzione temporanea e di servizio”. Ma leggendo la relazioni che gli uffici del Ministero hanno consegnate al Ministro, si evince anche che l’intera area sarà sottoposta a serratissimi controlli su aria, acqua e da un’indagine epidemiologica sulla popolazione. Il ministero, però mette nero su bianco che la scelta della discarica è stata fatta esclusivamente dal commissario, dalla Regione e dal Comune di Roma che non hanno mai richiesto pareri scientifici né al Ministero, tantomeno all’Istituto Superiore di Sanità. Un atto d’imperio, dunque.

Ed è subito rivolta. Lo stesso parlamentare Brunetta, alza il tono dello scontro e replica così al rappresentante del Governo: “Non posso che dichiararmi assolutamente insoddisfatto – ha replicato Brunetta – denunciando l’imbroglio che si sta attuando. Lo scorso 8 agosto è stata presa una decisione in totale opacità, senza alcun coinvolgimento delle popolazioni, delle istituzioni competenti. Si basa appunto su un imbroglio, cioè quello di far passare una discarica per rifiuti industriali, per una discarica potenzialmente capiente per rifiuti urbani trattati. Secondo imbroglio, signor ministro, e vorrei che lei ne fosse pienamente consapevole: da indagini specifiche fatte, non è assolutamente possibile cambiare codici dei rifiuti senza una nuova integrazione all’autorizzazione e senza una nuova procedura che investa tutte le amministrazioni competenti; la prego di verificare questo perché ne deriverebbero, se fosse presa una decisione di questo tipo, responsabilità personali da parte del Commissario Sottile e da parte di chi si dovesse assumere questo azzardo di decisione. Non si può continuare con le falsità, non da parte sua, cui riconosco la buona fede, ma da parte di tanti operatori e di tanti attori che hanno giocato sulla pelle della cittadinanza. Non è possibile mettere nella disperazione un’intera comunità. Sono sconcertato dalle parole del ministro Orlando. È chiaro che le istruttorie che dovevano essere predisposte dal commissario Sottile non sono state fatte, i ministri ed i ministeri non sono stati interpellati se non dalle mie iniziative parlamentari. Lo scorso 8 agosto avete preso una decisione che non potevate prendere, e il suo intervento, signor ministro, è la miglior prova della inconsistenza di ciò che avete deciso”.
E le parole di Brunetta diventano come benzina sul fuoco quando raggiungono il presidio che dall’inizio di agosto “vive” sulla via Ardeatina in prossimità dell’ingresso della discarica: “Dopo 40 giorni il presidio non ha più dubbi, Falcognana è la nuova Malagrotta e siamo ormai a lavori abbondantemente avviati. Il terzo invaso dopo i lavori di movimentazione terra è diventato un cratere senza fondo. Ed è solo l’inizio. La complicità delle istituzioni territoriali che rinviano ogni responsabilità al ministro e al suo esecutore testamentario, Goffredo Sottile, confermano una minaccia gravissima di un ulteriore estensione dell’area destinata a discarica – prosegue la nota – E’ peraltro inaccettabile che le istituzioni territoriali giungano a una prova di forza muscolare con il Presidio, con i comitati anti-discarica e la cittadinanza. Per questa ragione è indetto un corteo per martedì 17 settembre alle 17,30 che, partendo dal Presidio di Via Ardeatina, arriverà fino al Santuario del Divino Amore. Tutta la cittadinanza è chiamata a stringersi attorno al Presidio che in questi 40 giorni ha impedito l’arrivo dei camion e continuerà a farlo fin tanto che la popolazione sarà compatta e decisa a contrastare la nuova discarica”.
Sulla vicenda intervengono anche i Radicali. Scrivono Massimiliano Iervolino e Riccardo Magi: “Ogni giorno si leggono le dichiarazioni più controverse e proprio per questo sembra quasi che l’unica certezza sia l’incertezza. Siamo passati dall’individuazione della Falcognana come la ‘soluzione’ di tutti i problemi di Roma, alla probabile ricerca di altri siti che dovrebbero aggiungersi a quello di via Ardeatina. A questo caos a cui oramai siamo avvezzi isogna aggiungere quello relativo al cosiddetto scenario transitorio che, secondo gli illustri attori istituzionali, dovrebbe prevedere il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti della Capitale fuori Regione. Ed anche in questo caso, come se non bastasse,l’incertezza regna sovrana. Un’amministrazione seria avrebbe già elaborato e resi noti, numeri, scadenze temporali e costi. Ad oggi invece, ed al netto di un più che auspicabile aumento della raccolta differenziata, i rifiuti di Roma da smaltire in un anno in discarica, sono molti di più delle 230.000 t/a presentate dalla stampa”. W per supportare il “grande imbroglio dei rifiuti, i numeri: “A dimostrazione della giustezza di tali proiezioni si segnala che il bando dell’Ama parla proprio di 230.000 t/a da portare fuori regione – concludono Iervolino e Magi – Questa soluzione dovrebbe essere provvisoria, ma dalle ultime dichiarazioni del commissario ad acta Sottile si evince che la discarica della Falcognana potrebbe smaltire solo una minima parte del totale e proprio per questo ci chiediamo che senso abbia individuare una zona dove la capacità di sversamento è molto limitata. Inoltre, misteriosa rimane la destinazione finale delle circa 449.083 t/a prodotte dagli impianti di Cerroni. Tutto questo alla faccia della programmazione e della trasparenza”.
