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Roma
Fase 2, riaprono i negozi: a Roma tutti in fila. Abbigliamento in svendita

Fase 2, riaprono i negozi ed a Roma è già tempo di metri e metri di file fuori dalle attività commerciali. Ad allungare le code romane, oltre all'obbligatorio contingentamento, ci hanno pensato i super sconti: dopo due mesi chiusure, l'abbigliamento è in svendita.

 

Sulle vetrine dei negozi aperti, che secondo la Confesercenti Roma sono poco più del 70% con il numero che è destinato a salire nei prossimi due giorni, campeggiano infatti già i cartelli in pieno stile saldi estivi, con sconti che vanno dal 30 fino al 70%. Sconti che hanno costretto la quasi totalità dei negozi, da quelli di abbigliamento a quelli di biancheria intima, fino a quelli sportivi, accessori o profumerie, ad accogliere l'invito del vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori che aveva proposto di allungare i saldi per tutto il tempo dell'emergenza sanitaria.

A fianco dei cartelli che annunciano gli sconti, sulle vetrine della maggior parte dei negozi campeggia un secondo cartello con su scritto il numero massimo di persone che possono entrare contemporaneamente: si va dalle 2 del piccolo negozi di intimo, alle 213 di Coin a piazzale Appio. Ma non solo: diversi negozi, visto il ricorso alla cassa integrazione o al licenziamento, hanno appesi fuori anche l'annuncio che sono alla ricerca di personale, sia con esperienza nel campo della vendita di abbigliamento che senza.

negozi roma 5
 

Dopo aver fatto la fila fuori, la routine è sempre la stessa in ogni negozio: gel sulle mani preso dal distributore posizionato alla porta d'ingresso, guanti per chi non ne è già provvisto e si può entrare.

Dentro rispetto a prima dell'emergenza sanitaria è cambiato poco. È possibile parlare con i commessi, chiedere consigli sulla vestibilità di un capo o taglie non esposte. Anche per la prova dei vestiti nulla di nuovo: è possibile provare qualsiasi tipo di capo, da magliette o pantaloni fino alle scarpe, basta che si tengano sempre coperti bocca e naso con la mascherina e le mani con i guanti. Nei negozi più grandi, quelli in grado di ospitare almeno 20 persone contemporaneamente, sono presenti all'interno diverse postazioni per sanificare nuovamente le mani con il gel, con dispencer posizionati anche fuori i camerini di prova, e un addetto alla sicurezza all'ingresso che tiene il conto delle persone all'interno.

Ma se c'è una parte della città che dal 18 maggio è tornata ad “normalità 2.0”, c'è anche chi invece non è riuscito a ripartire e forse non ripartirà. Secondo la Confesercenti Roma, nella Capitale sono circa 5mila le attività che chiuderanno definitamente: “Con le scuole chiuse, il ricorso allo smart working, il blocco del turismo, internazionale e nazionale, la ripresa dei consumi rischia di essere molto limitata per un lungo periodo”. In sostanza chiuderanno l'8/9% delle attività: una situazione che in tempi normali di crisi si sarebbe verificata nell’arco di un anno, oggi, per effetto della chiusura forzata si è verificata in soli 2 mesi.

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