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Roma
Finte cremazioni, scandalo al cimitero di Prima Porta: indagati dipendenti Ama

Truffa delle finte cremazioni, scandalo al cimitero di Prima Porta: invece di cremare le salme come chiedevano e per il quale pagavano i familiari, i dipendenti Ama in accordo con gli impresari funebri le facevano a pezzi e gettavano i resti nell'ossario del Flaminio. Così facevano “risparmiare” i parenti dei defunti e si dividevano l'incasso.

 

La Procura di Roma ha chiuso le indagini su quindici persone, tra dipendenti dei cimiteri gestiti dalla municipalizzata dei rifiuti romana e impresari delle pompe funebri, dopo la visione di un video delle telecamere di sicurezza del cimitero che inchiodava i responsabili.

La truffa, avvenuta tra i mesi di gennaio e febbraio, aveva come “protagoniste” quelle salme che, dopo 30 anni all’interno del loculo, vedevamo scade il tempo per la permanenza nella bara. La normale procedura prevede che questi resti vadano a finire nell’ossario comune, tuttavia in molte aree del cimitero il corpo si conserva in ottimo stato ed i familiari devono pagare la cremazione. Qui entravano in gioco i truffatori, promettendo un lavoro meno “oneroso” rispetto alla più costosa cremazione, forti del fatto che le famiglie non sanno realmente come vanno le cose: la salma viene fatta a pezzi con un coltello, i resti buttati nell’ossario ed i soldi vengono spartiti tra coloro che hanno partecipato all'intervento.

I pm stanno valutando le posizioni degli indagati per decidere se chiedere il rinvio a giudizio: sono accusati, a vario titolo, di truffa, corruzione, induzione alla corruzione e vilipendio di cadavere.

"Sono stati immediatamente sospesi dal servizio e dalla retribuzione, come già comunicato lo scorso 18 maggio, i dipendenti coinvolti nell’inchiesta della procura della Repubblica a seguito delle indagini dei Carabinieri del Nucleo radiomobile di Roma su ipotesi di condotte illecite nell’espletamento di alcune operazioni cimiteriali all’interno del cimitero di Prima Porta". Lo comunica Ama Spa in una nota, spiegando che "i dipendenti, per i quali è subito scattato anche un procedimento disciplinare, resteranno sospesi dal servizio sino all’esito del procedimento stesso". La vicenda "è emersa anche grazie alle segnalazioni e alla collaborazione dell’azienda con le Autorità competenti - si legge ancora nella nota - Ama Spa si considera a tutti gli effetti parte lesa, continuerà a offrire la massima collaborazione agli inquirenti e non esiterà ad assumere ulteriori iniziative anche a tutela della propria immagine".

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