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Fiumicino, maestri d’asilo in protesta contro Montino. Precari dopo 20 anni

Insegnanti ed educatori manifestano davanti al comune di Fiumicino per chiedere la stabilizzazione diretta

Incrociano le braccia i maestri e gli educatori di asili nido e scuole per l’infanzia di Fiumicino. Ancora precari dopo decine di anni di servizio, gli insegnanti chiedono a gran voce al sindaco Montino un contratto a tempo indeterminato.

 

Gli educatori si riuniranno giovedì 22 marzo in piazza Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, proprio davanti agli uffici comunali, per manifestare perché Fiumicino applichi il Decreto Madia, che prevede la stabilizzazione diretta del personale precario di asili e scuole dell’infanzia comunali, attingendo dalle graduatorie dei concorsi pubblici già svolti nel 2014.

Si tratta di un centinaio di maestri ed educatori arrivati al limite della sopportazione tra sostituzioni negate per carenza di personale e condizioni precarie di alcune delle strutture comunali. Il tutto con un contratto a tempo determinato in mano.

“Purtroppo, l’amministrazione si ostina a voler procedere con nuovi concorsi pubblici che però permettono soltanto la riserva dei posti al 50% per il personale precario già in servizio – spiega Giancarlo Cosentino, Cisl Fp di Roma Capitale e Rieti –  In media dal 2015 ad oggi il Comune di Fiumicino spende oltre 5 milioni di euro l’anno per il personale a tempo determinato, quindi la stabilizzazione diretta di questo personale non inciderebbe in alcun modo sul bilancio. Al contrario l’espletamento di nuovi concorsi sta già comportando un aggravio alle casse comunali con il pagamento degli straordinari ai dipendenti che hanno dovuto verificare i titoli di migliaia di concorrenti e nei prossimi mesi dovrà sostenere ulteriori spese per organizzare le prove pre selettive per oltre 1700 concorrenti del concorso degli educatori di asilo nido, per non parlare poi delle commissioni d’esame”, conclude.