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Roma
Freddo a Roma, il bluff “scuole calde” finisce in Procura. Pioggia di esposti

Consumatori “avvelenati” contro il Campidoglio che ha lasciato al freddo bambini e liceali di 62 scuole di Roma in uno dei giorni più gelidi dell'anno. Codacons e Codici all'attacco del sindaco e della sua amministrazione.

La vicenda delle scuole fredde della capitale finisce alla Procura della Repubblica di Roma.
Il Codacons, a seguito delle tante proteste ricevute da parte di studenti, insegnanti e genitori e considerato il perdurare dei disagi, presenterà oggi un esposto alla magistratura capitolina chiedendo di indagare per il reato di interruzione di pubblico servizio.
“L’impossibilità di frequentare gli istituti scolastici a causa delle temperature proibitive delle aule configura l’interruzione di un servizio pubblico quale è l’istruzione. Per questo vogliamo sapere chi siano i responsabili di tale grave situazione e cosa abbia fatto il Comune di Roma per prevenire un disservizio così grave alla popolazione”, spiega il presidente Carlo Rienzi.

E proprio contro l’amministrazione si scaglia il Codacons che chiede al sindaco Raggi di risarcire le famiglie per i disagi e i danni subiti.

“Tra ieri e oggi molti genitori, non potendo lasciare i figli piccoli in asili e scuole gelide, sono stati costretti a riportare i bimbi a casa, ricorrendo a ferie e permessi sul lavoro o pagando baby sitter. Un costo enorme per le famiglie che ora il Comune di Roma dovrà risarcire, se non vuole ritrovarsi sommerso da azioni legali da parte dei genitori”.

Sceglie invece la via della class action Codici.
Dal punto di vista tecnico, l'associazione informa  che ai sensi del D.Lgs. 20 dicembre 2009, n. 198 (ex Brunetta): la comunità di utenti – i singoli individui che abbiano titolo ad una determinata prestazione o i contitolari dell'interesse collettivo alla corretta erogazione di quella prestazione - è legittimata ad esercitare l'azione contro l'inefficienza della pubblica amministrazione o dei concessionari di pubblico servizio al ricorrere di uno dei tre seguenti presupposti:

a) la violazione di termini o la mancata emanazione di atti amministrativi generali obbligatori e non aventi contenuto normativo da emanarsi obbligatoriamente entro e non oltre un termine fissato da una legge o da un regolamento;
b) La violazione degli obblighi contenuti nelle carte di servizi;
c) La violazione di standard qualitativi ed economici.

"Perciò sappiate che se avete subito dei danni come nel caso dei bambini tenuti al gelo a scuola oppure se riscontrate dei problemi nelle mense scolastiche dei vostri figli, comunque qualsiasi disservizio provocato ai vostri danni alla luce della palese violazione del contratto di servizio, potete ricorrere all’azione di classe amministrativa contro l’ente proprietario, che può essere il Comune o lo Stato”, spiega Codici.

L'associazione di consumatori ha inoltre già provveduto a diffidare sia il Sindaco che i Responsabili amministrativi del Dipartimento Simu (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) di Roma Capitale. Quindi, i genitori dei bambini iscritti a queste scuole che vogliono unirsi alla class action amministrativa, possono inviare le loro segnalazioni a http://www.codici.org/edilizia.html o contattare il numero 0655301808".

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