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Roma
George Clooney arrestato. Problemi di soldi e di quotazioni in Borsa

di Marco Zonetti


Tris d’assi per il film “Money Monster – L’altra faccia del denaro”, dal 12 maggio nelle sale italiane: Jodie Foster torna dietro la macchina da presa per dirigere l’accoppiata George Clooney-Julia Roberts in una commedia nera di grandissima e tragica attualità oggigiorno. Il cinico e gaglioffo esperto di finanza Lee Gates (Clooney) conduce una trasmissione televisiva di successo, “Money Monster” per l’appunto, in cui – sotto la direzione della regista Patty (Julia Roberts) – orienta il mercato borsistico consigliando investimenti fra improbabili balletti dalle coreografie esilaranti, eclatanti effetti visivi e una comunicazione schietta e senza peli sulla lingua.
Il giochetto ben oliato riesce fin quando, durante un episodio dello show, irrompe in studio il giovane Kyle, rovinato da un investimento consigliato proprio da Gates, prendendo in ostaggio il conduttore con la minaccia di farlo saltare in aria in diretta televisiva. In un serrato susseguirsi di colpi di scena, l’improvvisato terrorista metterà Gates, Patty, e la bella addetta stampa (Caitriona Balfe) dell’azienda colpita dal tracollo azionario, di fronte alle loro colpe, e insieme sveleranno l’autentico responsabile di tutto, scoprendosi anch’essi, come Kyle, come tutti noi, dei semplici burattini in giochi molto più grandi di loro.
In un mondo in cui i soldi, come illustra la sequenza iniziale del film, sono diventati dei meri fotoni veicolati alla velocità della luce per arrivare ovunque nel mondo con un semplice click, e dove tutto è etereo – anche gli stessi rapporti umani – Money Monster sviscera con occhio attento la triste condizione della stragrande maggioranza della popolazione mondiale, manipolata e manovrata da biechi interessi e da individui senza scrupoli che prosperano grazie proprio al “mostro del denaro” del titolo: sempre più invisibile ma anche sempre più pervasivo e letale. Un sistema governato da algoritmi e formule misteriche, e reso instabile da non meglio precisati “glitch” (anomalie), che sempre più di frequente mettono al riparo i veri responsabili, gli avidi burattinai, dai castighi per le loro colpe.
Riflessione sulla spesso nefasta commistione odierna fra media e finanza, Money Monster ci invita, grazie a una sapiente regia e a un’ottima prova di attori (Clooney e Roberts dimostrano grande affinità e complicità, algida al punto giusto la Balfe e convincente Dominic West, star di “The Affair”), a sviluppare dentro di noi il “glitch” necessario a ribellarci a questo sistema che ci ha fagocitati, il quale, come una sorta di Matrix, orienta le nostre scelte e le nostre vite, rendendoci sempre più poveri – e aridi – dentro e fuori e compromettendo irrimediabilmente i rapporti umani, unico elemento tangibile ormai sempre più, paradossalmente, schiacciato dalla subdola e letale volatilità del “mostro del denaro”.

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