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Roma
Il Carnevale ingrassa la Regione Lazio. Alla Pisana boom di commissioni e poltrone

di Claudio Roma

Alla faccia della spending review tanto decantata da Zingaretti che non frequentando molto il Consiglio Regionale forse non si è accorto che oggi alla Pisana sono state costituite altre due commissioni speciali in aggiunta alle nove già esistenti.
Aumentano così prebende, cadreghe e posti, visto che il regolamento di organizzazione assegna ben cinque addetti di segreteria ad ogni Presidente di commissione, di cui due esterni alla pubblica amministrazione, oltre evidentemente ai funzionari e agli impiegati in servizio presso la commissione stessa.
Si tratta della commissione speciale “sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata” e quella sulle “Riforme Istituzionali” , ambedue figlie dell’attuale prima commissione Affari costituzionali .
La commissione speciale “Riforme Istituzionali” avrà il compito di effettuare studi, esami, indagini e proposte di revisione, di attuazione dello Statuto, in materia elettorale nonchè di modifica del regolamento del Consiglio Regionale.

Risulta subito evidente che si tratta di una commissione doppione della prima perché le competenze previste sono già in capo a quella commissione e per norma di rango statutario.
Infatti lo Statuto con l’articolo 32 prevede che le competenze per le modifiche statutarie siano in capo alla commissione affari Costituzionali e statutarie, mentre l’articolo 25 prevede che quelle per le modifiche al regolamento dei lavori siano in capo alla giunta del regolamento, che di solito è composta dai membri dell’ufficio di Presidenza e da quasi tutti i capigruppo.
Dunque a che pro un’altra commissione quando quelle competenze sono già in capo ad altre commissioni esistenti se non l’intento di distribuire altre poltrone, posti e consulenti quando la Regione si fa vanto di una spending review che è solo apparenza.
Peccato che alla Pisana nessun si sogni di istituire la commissione di vigilanza e controllo sugli atti del Presidente della Regione, della giunta e degli enti pubblici dipendenti della Regione, tanto che i consiglieri Regionali sono obbligati, per esercitare le loro prerogative di attività di controllo e di sindacato ispettivo, a fare richieste di accesso agli atti secondo le modalità previste dalla legge 241.
Una commissione che hanno molte Regioni, prevista in termini di principio dallo statuto, che servirebbe a fare da contrappeso allo strapotere della giunta ed alla mancanza di controllo da parte del Consiglio.
Ma si sa che agli inquilini del Palazzo sulla Cristoforo Colombo viene l’orticaria al solo pensiero della vigilanza da parte del Consiglio.

 

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