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Roma
Il Gip: "Il dirigente del Commissariato di Ostia dedito al gioco d'azzardo"

Era legata anche al gioco d'azzardo la conoscenza tra Mauro Carfagna, gestore di alcune sale gioco lidensi, e Antonio Franco,ex commissario di Ostia. "La frequentazione di Carfagna -scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei due indagati - a prescindere dalla genesi della loro conoscenza, è legata alla dedizione del pubblico funzionario al gioco d'azzardo (peraltro nel contesto territoriale di esercizio delle proprie funzioni) - ed alla sua spregiudicatezza nell'intrattenere rapporti opachi - la cui reale natura verrà presto disvelata - proprio con soggetti sottoposti alla propria vigilanza".

Sempre nell'ordinanza emessa dal Gip Simonetta D'Alessandro, si legge: "La genesi dell’indagine - stralcio di altro procedimento nell’ambito del quale è stato sottoposto a prolungato controllo telefonico, insieme ad altri, Mauro Carfagna - lascia intuire la pericolosità estrema del contesto, la specifica, indubitabile attitudine delinquenziale, il sistema di vita assolutamente contra legem dei soggetti con cui il dott. Antonio Franco è venuto in contatto".
"Proprio la vicenda di Carfagna -scrive il magistrato in un passaggio del documento- se letta con gli strumenti intellettuali di chi vuole comprendere, dà conto di un’evoluzione referenziale: Carfagna passa da Roberto Pergola, ossia la Banda della Magliana, a Ottavio Spada, detto Marco, per ottenere, nei suoi locali, protezione, e, probabilmente, flussi di denaro".

Riguardo ai rapporti intrattenuti da Carfagna, sottolinea più avanti nell'ordinanza il gip, "sono rilevanti in quanto segnalano la pericolosità sociale del Carfagna (inserito di fatto in un contesto criminale lidense di indubbio spessore) e non sono neppure indifferenti rispetto a quelli illeciti tra Carfagna e Franco". Lo stesso Antonio Franco, specifica il giudice, "verrà sollecitato in una occasione a intervenire proprio per non far emergere la presenza di Ottavio Spada in una delle sale gioco gestite dal Carfagna". Ottavio Spada, infatti, stando agli inquirenti, sarebbe diventato nel tempo "una sorta di protettore e socio occulto delle sale gioco di Carfagna". La presenza di Ottavio Spada nelle sale da gioco di Carfagna, sottolinea il gip, è percepita da da quest'ultimo "come indispensabile per non avere nessun problema coi diversi pregiudicati che la frequentano".

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