di Alberto Berlini
Sulla questione della pedonalizzazione dei Fori Imperiali si è scritto tanto e si è detto ancora di più: la festa d’inaugurazione rovinata dalla marcia dei comitati no discarica e dalla rivolta degli operai dei cantieri della metro C; la rivolta dei commercianti di via Merulana; il flop di una chiusura che sa tanto di beffa visto la quantità di autovetture autorizzate al passaggio. Ma tra le cose non chiare c’è anche un contratto stipulato dal comune per la campagna di comunicazione della “Notte dei Fori”. Ma andiamo con ordine.
Per la quella che doveva essere una passeggiata trionfale sotto il Colosseo liberato dal traffico, Ignazio Marino aveva speso, come rivelato proprio da Affaritaliani.it, ben 220mila euro. Ora si scopre che a questi soldi vanno aggiunti alcune altre migliaia da un contratto non troppo chiaro, che non può essere il vanto di un’amministrazione che aveva fatto proprio l’impegno alla trasparenza.
Il 22 luglio il dipartimento comunicazione di Roma Capitale diffonde un avviso pubblico per la stipula di 2 contratti di incarichi di collaborazione, uno relativo alla rendicontazione dell’efficienza delle campagne di comunicazione e uno per la gestione della comunicazione nel periodo agosto-dicembre 2013, e , leggete bene, anche per “la prossima campagna relativa alla notte bianca ai fori del 3 agosto 2013”.
Due consulenze insomma con un importo totale di oltre 50mila euro per sei mesi di lavoro. Ma quello che fa storcere il naso è la tempistica: il termine per inoltrare le candidature scade infatti alle 13 del 29 luglio, ovvero in contemporanea con la conferenza stampa che sarebbe dovuta esser stata curata dal vincitore dell’incarico. Se in più si aggiunge il fatto che la data ultima relativa alla presentazione dei curricola con una raccomandata era fissata al 31 luglio, ci si chiede come possa l’incaricato “gestire la campagna della notte bianca ai Fori” che sarebbe di fatto terminata appena due giorni dopo. Qualunque esperto di comunicazione, e anche qualsiasi persona dotata di buon senso, sa che una campagna del genere necessità di pianificazione. O forse l’avviso pubblico serviva solo a regolarizzare una posizione in effetti già operativa.
Il pasticcio è completo. Il dipartimento di comunicazione ha infatti fatto marcia indietro pubblicando una revoca del bando e preferendo così riassegnare le risorse interne e affidare il compito ad un dirigente a tempo indeterminato. Una conferma in più del caos che regna tra le stanze del Campidoglio.

