“In questo paese dovrebbe valere la volontà popolare che si è espressa negli Anni ’90 con la maggior parte dei cittadini che avevano indicato (in un referendum, ndr) che ritenevano che dovesse essere depenalizzato l’uso di droghe leggere perché chi si droga deve essere trattato non come un criminale ma come una persona da curare”.
Così il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a margine del punto stampa sull’evento dei sindaci delle città europee in Campidoglio, a chi gli chiedeva in merito alle sue affermazioni alla trasmissione Rai Un giorno da pecora.
“La mia era evidentemente una battuta – ha aggiunto il primo cittadino – perché la mia visione sulle droghe è molto chiara e l’ho ripetuta molte volte. Purtroppo penso che quelli che hanno commentato con toni acri le mie parole, molti di essi siano fumatori e sono, quindi, dipendenti da un’altra droga importante, ovvero la nicotina e il contenuto di oltre 70mila sostanza chimiche che si sprigionano con il fumo delle sigarette. Oppure pensiamo a quante sono le persone che muoiono per cause legate all’alcol nel nostro Paese. Sono oltre 35mila ogni anno e quasi 85mila quelli legati al fumo. Insomma non è solo una questione di droghe cosiddette pesanti. Ci sono molte sostanze che fanno male alla salute”.
Il sindaco fa dietrofront e rilancia: “Molti di quelli che hanno commentato le mie parole penso siano fumatori e quindi dipendenti da un’altra droga importante”. E poi: “Sia rispettata volontà del referendum sulla depenalizzazione”
