Roma
Il viaggio di Marino: 15mila euro. 'States' a caro prezzo... per i romani



"Marino ha dichiarato il falso: aveva assicurato con un videomessaggio sulla sua pagina Facebook che il viaggio negli Stati Uniti non sarebbe costato un euro ai cittadini romani. Invece è costato oltre 15mila euro: a tanto ammontano infatti le anticipazioni di cassa riguardanti i costi sostenuti dai due dirigenti di Roma Capitale che erano al seguito del sindaco e il costo del pernottamento dello stesso Marino e della sua addetta stampa a New York".
La denuncia del capogruppo della Lista Marchini in Campidoglio, Alessandro Onorato, che ha 'occupato' simbolicamente, insieme ad altri esponenti del movimento che fa capo all'imprenditore ex candidato sindaco, Alfio Marchini la sede della ragioneria generale: l'obiettivo era quello di ottenere l'accesso agli atti relativi al viaggio a Philadelphia del primo cittadino della capitale, Ignazio Marino, accompagnato dal capo del Cerimoniale, dottor Piazza, la dottoressa Coniglio consigliere diplomatico e un addetto stampa.
"Marino non avrebbe pagato solo il viaggio a Philadelphia e il soggiorno prima dell'incontro alla Temple University, mentre anche il soggiorno Newyorkese per lui, addetta stampa, cerimoniale e consigliere diplomatico sarebbero stati pagati dai romani - spiegano dalla lista Marchini che hanno avuto i chiarimenti richiesti dal dirigente del cerimoniale e dal vice capo del gabinetto - Anticipazioni di cassa da 5mila euro sarebbero stati prelevati prima della partenza per coprire il 75% delle spese previste. Ora attendiamo che alla fine della rendicontazione ci consegnino il documento che attesti quanto è effettivamente costata la trasferta negli Stati Uniti, non certo un costo zero come dichiarato prima della partenza".
Dai dati comunicati evincerebbe che "in sintesi, Marino ha voluto partecipare all'Incontro mondiale delle famiglia senza essere stato invitato ne' dal Papà nè dagli organizzatori, come ha assicurato lo stesso Papa Bergoglio, e per l'occasione ha pensato bene di portarsi lo staff del Campidoglio pagato dai contribuenti: capo del cerimoniale, consulente diplomatico e ufficio stampa - conclude Onorato - A questo punto è chiaro quale fosse l'interesse del sindaco, non altrettanto quello dei romani".



