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“Illegal taxi”: via alla crociata fai da te. Turisti derubati, i tassisti in campo

“Diego l’originale” distribuisce ai colleghi i cartelli che mettono in guardia contro gli abusivi. La vendita via social network per finanziare una campagna dedicata ai turisti. L’idea nasce a Londra e ora è diventato un must. Gli stranieri applaudono l’iniziativa e lasciano anche la mancia. L’appello ai colleghi

La guerra tra i taxi e i noleggi con conducente si fa strategica. Dopo il sequestro di una famiglia del Bangladesh, costretta a salire a bordo di un van e poi derubata di mille euro, i tassisti romani si sono organizzati.
L’idea è venuta ad un tassista romano del 3570, nome in codice facebook, “Diego l’originale” che si è ispirato all’Inghilterra. Per avvisare i turisti della presenza di finti tassisti e noleggiatori abusivi si è messo a produrre in casa un cartello “Illegal taxi”  e lo ha appeso sul vetro posteriore della sua auto.

illegal taxi

Dopo qualche giorno, il cartello è diventato un must e ora Diego vende cartelli ai colleghi con un trariffario speciale: 1 euro per il formato poggiatesta, 50 centesimi per il cartello “ordinario”. Il ricavato della vendita andrà a finanziare l’acquisto di 20 mila volantini da distribuire nelle zone ad alta densità turistica.
Scrive il tassista creativo sul suo profilo facebook: “Dopo quello che è successo a Fiumicino, mi hanno chiesto di ripubblicare questo cartello (da mettere sul vetro posteriore o sui finestrini laterali del portabagagli). Basta scaricarlo, plastificarlo e attaccarlo al vetro. Quando vado a Fco ogni volta che i turisti dentro ai noleggi lo leggono, scendono si prendono i bagagli e vanno a prendere il primo taxi della fila. Nei posteggi in città (gli stranieri) mi chiedono informazioni e gli consegno il volantino con le tariffe. Mentre i clienti italiani mi fanno i complimenti dicendomi che lo dovremmo fare tutti. Tutte queste informazioni oltre a togliere corse ai noleggi e soldi ai portieri, mi procurano mance, complimenti e corse per gli aeroporti a me e a voi (quindi un collega in meno al posteggio taxi). Ora sta a voi. Scegliete di muovervi e fare come me o di continuare a lamentarvi al posteggio”.