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In scena c’è solo la guerra dell’Opera. Marino: “Scioperi ingiustificati”

In scena c’è solo la guerra dell’Opera. Marino: “Scioperi ingiustificati”
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Scontro senza fine sul nuovo piano industriale tra i sindacati e il sovrintendente Fuortes che mettono a rischio la stagione estiva alle Terme di Caracalla dove mercoledì dovrebbe debuttare il nuovo spettacolo: “Il barbiere di Siviglia”

 “Il Piano industriale proposto dal Sovrintendente Carlo Fuortes e approvato dal Cda del Teatro è solido e affidabile e garantirà lo sviluppo futuro del Teatro dell’Opera”. Così il sindaco Ignazio Marino è entrato nella guerra che da una settimana blocca la regolarità degli spettacoli della stagione estiva del Teatro dell’Opera.

“Il programma della prossima stagione – ha detto Marino – approvato dal Cda con 4 mesi di anticipo rispetto al passato, è di grande prestigio e valore internazionale e aumenta la qualità e la quantità delle produzioni con cinque nuovi allestimenti. Le recite aumentano del 30% rispetto agli anni precedenti”. “E’ fondamentale che il Teatro torni alla normalità e che cessino gli scioperi, del tutto ingiustificati a fronte di un così notevole impegno della città. Ho convocato per il 29 luglio un nuovo Cda nel quale valuteremo quanto sta accadendo. Sarebbe un assurdo paradosso se, dopo tutti gli sforzi fatti, questo organo dovesse prendere in considerazione la liquidazione del Teatro”.

Ma i sindacati non ci stanno e tornano ad attaccare: “Se il sovrintendente Carlo Fuortes avesse voluto e volesse evitare gli scioperi in atto avrebbe potuto e potrebbe, semplicemente, presentare alle organizzazioni sindacali il piano industriale di risanamento – ruggiscono le segreterie regionali di Slc Cgil e Fials Cisal. “Evidentemente Fuortes preferisce sottrarsi al contraddittorio, forse perchè teme possa essere portato alla luce un disegno destrutturante e il vuoto gestionale del teatro. Sceglie quindi di continuare il braccio di ferro col sindacato, offendendo tutti e mandando in scena uno spettacolo mortificato, a detrimento della dignità del teatro stesso e dei suoi dipendenti, e non rispettoso nei confronti del pubblico. Il solo aspetto finora conosciuto del piano industriale, colpevolmente occultato dal sovrintendente, è quello di essere del tutto sbilanciato sui tagli del personale a discapito della qualità produttiva. Di fatto, esso non elimina i veri sprechi ma svuota gli organici funzionali destrutturando e ridimensionando il teatro della Capitale fino a rischiare di declassarlo a teatro di provincia”.

Nel frattempo si prepara un nuovo allestimento per lo spettacolo che andrà in scena mercoledì 23 luglio: “Il barbiere di Siviglia “di Gioachino Rossini. Dopo la prima di mercoledì 23 luglio l’Opera messa in scena come musical, verrà replicata lunedì 28 e mercoledì 30 luglio, venerdì 1 agosto, martedì 5, mercoledì 6 e venerdì 8 sempre alle ore 21.