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Roma
L'aria avvelenata uccide più dei tumori. Fumo e smog, per i polmoni non c'è scampo

Morire soffocati perchè i polmoni infiammati da polveri sottili, smog e fumo di sigaretta perdono la loro funzione, tanto che le vie aeree si occludono rendendo necessario ricorrere alla bombola di ossigeno: una patologia sempre più diffusa tanto che sono già tre milioni i malati affetti da BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva. Secondo gli esperti riuniti a Roma in un convegno dedicato alle malattie respiratorie entro il 2030 la BPCO costituirà la terza causa di morte: nel mondo sono già 210 milioni le persone colpite da una malattia contro cui anche i farmaci sono inefficaci.

Polmoni sotto attacco, anche gli ultimi dati Istat evidenziano come tra le cause di morte più frequenti in Italia dopo lee malattie ischemiche del cuore e le malattie cerebrovascolari sono proprio le malattie legate alle vie aeree: tumori maligni alla trachea, bronchi e polmoni, sono la quarta causa di morte in assoluto e la seconda negli uomini.
Tornando alla Bpco, e' una malattia dell'apparato respiratorio caratterizzata da un'ostruzione persistente e progressiva delle vie aeree; e' anche associata ad uno stato di infiammazione cronica del tessuto polmonare la cui conseguenza e' un rimodellamento dei bronchi che provoca una riduzione consistente della capacita' respiratoria. La progressiva diminuzione della funzione polmonare provoca dispnea, riduce la qualita' di vita e impedisce di svolgere abituali attivita' quotidiane, quali camminare, anche per brevi tragitti, salire le scale e persino nel vestirsi o lavarsi. I principali fattori di rischio per la BPCO sono da ricercarsi nel fumo di tabacco, nell'inquinamento atmosferico e domestico, nell'esposizione professionale a sostanze irritanti (polveri, agenti chimici, fumi e vapori).

Tosse, espettorato e affanno i campanelli d'allarme di questa patologia respiratoria cronica che puo' portare all'insufficienza respiratoria e, nelle fasi piu' gravi, all'ossigenoterapia continuativa a domicilio. Analisi recenti indicano che interessa molte persone al di sotto dei 65 anni, nonostante il luogo comune secondo cui si manifesta in eta' avanzata. L'individuazione e l'assunzione regolare della terapia farmacologica, unitamente al mantenimento di una performance fisica, consentono al paziente di svolgere le normali attivita' quotidiane. Grandi passi sono stati compiuti dalla ricerca scientifica che oggi trova, nella duplice broncodilatazione, la terapia di riferimento per il paziente con BPCO. E oggi e' disponibile anche in Italia la prima formulazione combinata indicaterolo/glicoporronio per la duplice broncodilatazione, che ha dimostrato di migliorare la sintomatologia dei pazienti con BPCO con un positivo impatto sulla qualita' della vita. Come sottolinea infatti Francesco Blasi, professore ordinario di Malattie dell'apparato respiratorio e direttore del Dipartimento di Fisiopatologia e dei Trapianti presso l'Universita' degli Studi di Milano, "secondo quanto riportato in tutte le raccomandazioni nazionali ed internazionali, trattamento fondamentale della BPCO e' la broncodilatazione. Oggi abbiamo a disposizione farmaci in grado di indurre una persistente broncodilatazione che consente il miglioramento sostanziale della qualita' della vita. Il risultato e' ancora piu' evidente quando si combinano due broncodilatatori con diversi meccanismi di azione".

"Oggi e' disponibile l'associazione di due principi attivi - indacaterolo e glicopirronio - la cui assunzione avviene una volta al giorno attraverso lo stesso inalatore. Assumere i due farmaci insieme - dice Blasi - permette un'azione che si sviluppa contemporaneamente con significativi vantaggi non solo in termini di efficacia terapeutica ma anche di aderenza al trattamento da parte dei pazienti". Intervenire sulla progressione della BPCO, limitando gli episodi acuti e le riacutizzazioni porta un beneficio al quadro clinico generale del paziente soprattutto in presenza di comorbidita' cardiovascolari quale ad esempio lo scompenso cardiaco. "Le evidenze scientifiche riportano una stretta relazione tra BPCO e problematiche cardiovascolari - continua Blasi - le motivazioni sono da ricercarsi nella ipossiemia, la mancanza di ossigeno nel sangue, e nell'infiammazione sistemica correlata agli episodi acuti, le riacutizzazioni. Rimane quindi fondamentale inquadrare l'approccio terapeutico del paziente BPCO tenendo conto dello stato di salute complessivo valutando sia la componente respiratoria che le possibili malattie di accompagnamento, le comorbilita' e complicazioni, che possono incidere sul decorso".

E l'importanza della riabilitazione respiratoria e' uno dei principali obiettivi di Novair, evento che attribuisce grande attenzione all'innovazione tecnologica. Infatti Stefano Gasparini, professore di Malattie dell'Apparato Respiratorio presso l'Universita' Politecnica delle Marche ad Ancona fa notare che "le innovative procedure rappresentano un notevole passo avanti nello sviluppo della specialita' pneumologica essendo un momento essenziale nel percorso diagnostico e terapeutico di molteplici patologie respiratorie. Per la prima volta si potra' assistere ad un esame broncoscopico live, trasmesso in diretta da una sala di broncoscopia, con la possibilita' per i partecipanti di discutere le indicazioni alla procedura, le sue modalita' di esecuzione ed i possibili risvolti terapeutici che il risultato potra' fornire nel percorso terapeutico del paziente".

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Tags:
bpcofumosmogpolmonitumoribroncopneumologia cronica ostruttiva



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