Se avessi avuto disponibilità economiche li avrei fatti uccidere”. Così, a quanto si è appreso, l’ex sacerdote arrestato per calunnia Patrizio Poggi affermava in una conversazione con la madre intercettata dagli inquirenti riferendosi ad alcuni sacerdoti e alti prelati che considerava nemici e che lo avevano ostacolato dopo la sua condanna, divenuta definitiva, per abusi sessuali nei confronti di minori nella parrocchia di San Filippo Neri.
Secondo gli inquirenti non solo quanto da lui denunciato è risultato privo di riscontri: gli elementi da lui forniti erano il frutto delle sue frequentazioni nell’ambito della prostituzione minorile maschile. Frequentazioni che , secondo gli inquirenti, non aveva mai interrotto fino a poco tempo fa. L’ultimo incontro verificato, ma con un maggiorenne, risulterebbe risalire ad un mese fa. Un’abitudine, quella di spacciarsi per magistrato, che era già in uso dall’ex sacerdote nel 2001. Si tratta però di fatti non perseguibili in quanto all’epoca avere rapporti a pagamento con ragazzi consenzienti di età compresa tra i 16 e i 18 anni non era reato.
Tutto quanto compiuto da Poggi era finalizzato da una parte ad ottenere il reinserimento nell’ordine sacerdotale (per questo avrebbe calunniato tutti coloro che lo hanno contrastato fino alle alte sfere del vicariato di Roma che alcuni mesi fa aveva confermato la sua destituzione) ma anche ad ottenere cospicue somme di denaro quale risarcimento perché i fatti per i quali fu condannato non erano veri. Per incastrare i suoi nemici era arrivato a reclutare anche minorenni, pagandoli, per sostenere accuse di pedofilia. Alcuni di questi ragazzini hanno ammesso di essere stati pagati per dire il falso.
Oa sono all’esame della Procura tutte le posizioni Nei loro confronti potrebbero essere ipotizzati i reati di falsa attestazione a pm o di intralcio alla giustizia.
L’INTERCETTAZIONE. Dopo la condanna la vendetta: “Li avrei fatti uccidere tutti”
