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La sindrome dell’eterna seconda. Rocchi show, è psyco-analisi

La sindrome dell’eterna seconda. Rocchi show, è psyco-analisi
lazio sassuolo mauri
Non basta una notte per placare l’ira della piazza giallorossa che esplode sul web e sui social. Il giorno dopo restano sole le polemiche e la crudezza dei numeri: in testa alla classifica c’è la Vecchia Signora e Totti invoca un altro campionato
La sindrome dell’eterna seconda. Rocchi show, è psyco-analisi
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di Luigia Luciani

La Juventus dovrebbe giocare un campionato a parte? Francesco Totti non se lo domanda. Lo asserisce con protervia però alla fine della battaglia di Torino. Fiumi di inchiostro, ore ed ore di chiacchiere e dibattiti, trascorse,  fino alla vigilia di quella che era già stata definita la sfida scudetto anticipata, nel tentativo di catalizzare l’attenzione sulle due protagoniste della partita. Poi arriva il Signor Rocchi e le luci della ribalta sono tutte per lui.
Non è bastata una notte intera per placare i bollori di una piazza, quella giallorossa, che è convinta di essere tornata a Roma “derubata” della vittoria. Replay, moviole, fermo-immagine, dichiarazioni al vetriolo, controdichiarazioni non a smorzare ma ad alimentare la fiamma della polemica. E poi ancora: l’ira dei tifosi gabbati e l’ronia di quelli trionfanti. Entrambe viaggiano sul web, spinte dalla forza virtuale ma virale dei social.
Eppure la realtà qual è? Una e una e soltanto. La classifica, al termine del primo mini-step della stagione dice che i bianconeri sono ancora primi e soli in testa al campionato e che la Roma a 15 punti, si sente “eterna seconda”. Qualche avversaria, temuta anche soltanto a parole, ha approfittato del caos di Torino, per rosicchiare punti in chiave rimonta. E la Roma, proprio ora, se davvero questo scudetto vuole provare a vincerlo, deve essere più forte degli episodi arbitrali. Più forte della fallo di mano fischiato a Maicon; più forte della questione centimetri non ravvisata in occasione del secondo penalty assegnato alla Juve; più forte del fuorigioco passivo la cui interpretazione, nel dubbio, ha favorito ancora una volta la vecchia Signora. E ci sta che Bonucci la rete del 3-2 se la ricordi per un bel po’ di tempo, e che la ritenga la più importante della sua carriera fino a questo momento. Approfitti della sosta la squadra del “violinista” Garcia, per ricordarsi, che la solita musica,  è quella che hanno suonato Gervinho e Iturbe in occasione del 2-1 giallorosso. Unico gol cristallino di tutta la partita. Si tenga di conto a Trigoria, di questo stop, dovuto agli impegni delle Nazionali, per recuperare energie e lucidità. Sì perchè, se oltre a Rocchi, che la bussola a Torino l’ha praticamente persa subito, anche qualche interprete romanista avesse mantenuto un pizzico di calma e gesso in più, forse il risultato sarebbe stato meno bugiardo di quello “incassato” allo Juventus Stadium.
Juventus Roma, non poteva, già  alla sesta giornata, essere considerata decisiva per la vittoria finale. Al netto delle polemiche, degli errori madornali, dei complotti ipotizzati e invocati, delle stangate che potrebbero essere comminate dal giudice sportivo, al netto di tutto, rimane un unico dato: la stagione è lunga e la Roma è forte. Se sarà più forte di tutto e di tutti,  lo si vedrà al triplice fischio del campionato e non di ogni singola sfida.

 

lazio sassuolo pioli olimpicoLazio – Sassuolo 3-2Guarda la gallery