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Roma
Liceo Virgilio, bombe carta e sesso a scuola. Gli studenti: “È una montatura”

Spaccio, sesso a scuola, bombe carta in cortile e presunti filmati hard. Gli studenti del liceo Virgilio di Roma: “Dichiarazioni false”. Ora si schierano a favore dell'istituto, che rischia un crollo di iscrizioni.

 

Sono tornati a riunirsi i ragazzi del liceo Virgilio, dopo la bufera che ha coinvolto l'istituto di via Giulia nelle scorse settimane. "Vogliamo ripulire il nome del Virgilio che e' stato macchiato in questi giorni da dichiarazioni false", dice uno studente seduto a terra, mentre i compagni lo ascoltano. Sono in molti a prendere la parola, dai ragazzi della classi quinte, a quelli appena arrivati.

L'appello di tutti è di rimanere uniti in questo momento difficile: "Siamo preoccupati per il crollo delle iscrizioni", sottolinea un'altra studentessa. "Dopo gli attacchi di questi giorni sui giornali e alla televisione, molti ragazzi, ma soprattutto molti genitori ci penseranno bene prima di iscrivere i propri figli al Virgilio".

Alcuni arrivano a gridare alla “montatura”: notizie false diffuse appositamente per far chiudere la scuola e destinare il palazzo ad un altro utilizzo.

Tra comprensibili paure e rabbia per cià che è successo, c'è anche chi cerca di mettere un punto e andare avanti: "Vogliamo fare delle mini-interviste agli studenti, agli insegnanti e ai genitori e raccontare il bello del Virgilio. Un modo per far capire a tutti che l'istituto non è un concentrato di cose negative".

Il caos mediatico era iniziato da un episodio di poco conto se messo a paragone con le polemiche nate successivamente: una parte del soffitto dell'edificio era infatti crollata scatenando lo sdegno dei ragazzi. Con le occupazioni nel mese di ottobre, si era poi creato un vero “caso Virgilio”. L'accusa rivolta ad alcuni studenti era stata quella di aver introdotto alcol e droghe nella scuola e di aver addirittura fatto pagare l'ingresso dell'occupazione, trasformata quasi in un locale notturno. E infine il caso del presunto filmino hard scambiato tramite whatsapp di cellulare in cellulare, fino a cadere nelle mani di professori e genitori. Un video che secondo i protagonisti dell'occupazione studentesca non esisterebbe proprio.

Una ragazza del quinto anno, durante la riunione si è rivolta agli studenti più giovani: "Se c'è qualcosa che non va dovete segnalarlo, dobbiamo essere uniti. Può capitare che qualcuno faccia cose stupide, ma si tratta di una minoranza non siamo tutti così", ha sottolineato".

“Le accuse che abbiamo ricevuto sono gravi - spiega Diego, rappresentante di Istituto del Virgilio - ci hanno etichettato come mafiosi e spacciatori di eroina. Entrambe le accuse smentite dalla Procura e dai Carabinieri. Poi è girata la voce di un video hard, anche questa falsa. Adesso è il momento di tornare alla normalità”, conclude.

 

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