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Roma
M5S e Raggi bis: i grillini prendono a schiaffi De Vito. Maggioranza nel caos

Dall'annuncio della ricandidatura della Raggi alle prossime comunali del 2021 il Movimento 5 Stelle romano è nel caos più totale. L'ultimo schiaffo la maggioranza grillina lo ha tirato al presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito, stravolgendo e distruggendo la sua proposta di creazione del “Forum Roma 2030-2050”.

E così dopo che cinque consiglieri M5S “ribelli”, i presidenti di commissione Enrico Stefàno, Donatella Iorio, Angelo Sturni, Marco Terranova e Alessandra Agnello, hanno lanciato un documento tematico contro quello che definiscono lo "scadimento" del dibattito politico cittadino, ora la maggioranza grillina si impunta contro il numero uno dell'Aula Giulio Cesare, sempre più fuori dal Movimento dopo il suo coinvolgimento nella vicenda sul nuovo stadio della As Roma a Tor di Valle.

Giovedì, durante la seduta dell'Assemblea Capitolina, il Gruppo M5S si è messo di traverso contro De Vito stravolgendo la sua proposta di creazione di un Forum Roma 2030-2050 sullo sviluppo cittadino costringendo così il presidente del Consiglio Comunale a ritirarla. La scelta di De Vito è arrivata a seguita della votazione di una serie di emendamenti da parte del Gruppo 5 Stelle che, secondo lui , "stravolgono il senso di questa delibera".

Immediata la replica dei pentastellati, con il consigliere fedelissimo della Raggi Andrea Coia che punge De Vito: "La maggioranza aveva migliorato la proposta con emendamenti importanti per riportarla a quello che doveva essere uno strumento a supporto del governo della città. La presidenza del Forum avrebbe potuto essere affidata a qualunque consigliere e non obbligatoriamente al presidente dell'Aula come previsto nella delibera presentata dallo stesso presidente".

De Vito non ci sta ed è passato subito al contrattacco, additando il gruppo grillini di voler rendere lo strumento di parte: "Ho ritirato la delibera dall'ordine dei lavori non solo per il fatto che era stato presentato dalla maggioranza e approvato un emendamento con parere di illegittimità della amministrazione, che dunque inficiava l'intera delibera, cosa che da firmatario ma anche e soprattutto da presidente non volevo. Ma anche perché il complesso degli emendamenti presentati (mi riferisco ai numerosi con parere sempre di illegittimità) anche sotto il profilo politico stravolgevano il senso della delibera, facendo venir meno la sua imparzialità e la corretta rappresentanza, rendendolo di fatto uno strumento di parte".

"Non era questo il senso della mia proposta - conclude De Vito - che mirava ad introdurre nella città uno strumento partecipativo di visione (con la partecipazione stabile di delle migliori parti della società civile) e che doveva essere slegato da logiche basate su fattori contingenti".

L'implosione grillina è stata presa al balzo dal Pd, che si è immediatamente scagliato con il sindaco Raggi per bocca del capogruppo Giulio Pelonzi: "Questa è la dimostrazione che la ricandidatura della sindaca e le spaccature all'interno della maggioranza che ha provocato stanno danneggiando la Capitale d'Italia. La resa dei conti all'interno della maggioranza non può essere una pietra al collo per la Capitale, la Raggi ne prenda atto e si dimetta".

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