Roma
"Ma questa Isis quando si deve pagare?". Con l'ironia i romani vincono la paura


"Ma chi ve credete di esse? A Banda della Majana?!". Allergici alla paura, agli allarmi strillati e alla psicosi da terrorismo i romani oppongono l'ironia e la forza del sorriso. Oltre la paura sana, ma contro quella che paralizza, una risata per seppelire l'incubo delle bandiere nere in una città forte di una storia millenaria. "Tempo mezz'ora diventeno romani e pensano: 'Vabbè, ma mo se dovemo mette a taja capocce? Ma a chi je va, o famo domani". "E poi noi mettemo Rosy Bindi a guardia della città".
"Occhi ne la metro ve se 'nculano la borsa co le bombe". E i terroristi sono avvisati, da Roma arriva la minaccia di tagliare i fondi: "Se venite a rompe li cojoni nun ve comparamo più er kebab". Ma sul web ci sono anche i consigli per evitare il traffico: "Nun pijate er Raccordo che restate imbottijati", e "Non fate via Nazionale che è piena di buche" ma anche occhio all'orario per entrare in centro storico. "Ricordateve che in Ztl se entra solo dopo e 19". Non mancano i consigli sui mezzi di trasporto: da evitare i cammelli "ve ce vojo sui sampitrini" e "Però venite coi barconi senno nun ve fanno entrà".
Ma c'è chi vede una possibilità di una vita migliore: "Pijateve mi socera, ve prego", e un avvertimento "Se te porti via mi moje a croce ce l'hai tu a vita". E "Nun ve scordate Lotito" perchè il calcio nella città eterna è tutto, per cui dagli ultras il messaggio è chiaro: "Roma nun se tocca, pijateve a Lazzio".
C'è poi un dubbio che toglie il sonno: che dopo la Tari la Tarsu e affini l'acronimo non sia altro che una nuova tassa. "Nun ho capito quanno se paga sta Isis". Che poi a pensarci bene "A Roma c'è solo 'n Califfo, er mitico Franco!".



