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Roma
Marcello De Vito: sulle presunte tangenti pagava anche le tasse. Il “metodo”

Arresto Marcello De Vito, una volta c'erano le mazzette sotto forma di banconote. L'ordinanza del Gip Maria Paola Tomaselli mette in luce il “sistema De Vito”: tangenti sotto forma di incarichi professionali e perdippiù con tasse pagate e persino il versamento alla cassa degli avvocati.

 

La ricostruzione del Gip è chiara. Nel caso del traffico di influenze illecite con l'immobiliarista Statuto per il cambio di destinazione d'uso dell'area ex Fs di piazza Ippolito Nievo, De Vito non avrebbe mai ricevuto denaro contante. Il meccanismo evidenziato dall'accusa è chiaro: con l'intermediazione dell'avvocato Camillo Mezzacapo che avrebbe fatturato “consulenze legali alla Ippolito Nievo Srl” per 24.582 euro; quindi Mezzacapo avrebbe dato un incarico a De Vito, anzi alla Mdl Srl (facente capo a De Vito e Mezzacapo) un nuovo incarico da 16.640 euro. Ovviamente con presentazione di regola fattura, iva compresa.

Identica modalità o modus operandi per l'approvazione del progetto riqualificazione degli Ex Mercati Generali di Roma Ostiense di interesse della Lamaro Appalti, società del gruppo Toti. Anche in questo caso la presunta tangente sarebbe arrivata tramite incarico professionale da 110mila e 600 euro dalla Silvano Toti Holding Spa allo studio legale di Camillo Mezzacapo come incarico professionale e lo studio legale avrebbe dato un nuovo incarico alla MDL per 49 mila euro. Anche in questo caso la società avrebbe emesso regolare fattura comprensiva di Iva.

Insomma un meccanismo “quasi perfetto” sul quale la difesa sosterrà che Marcello De Vito prima ancora che presidente del Consiglio Comunale e dell'area Metropolitana, avrebbe ricevuto incarichi di natura professionale, “perfettamente legali”. L'accusa dovrà dimostrare, delibere alla mano la strana coincidenza tra l'operato di De Vito come presidente di Aula e il suoi incarichi personali.

Nel frattempo i carabinieri del Nucleo Investigativo stanno setacciando la contabilità di Campidoglio, Acea e Italpol alla ricerca di eventuali incarichi che Comune e aziende potrebbero aver dato allo studio Mezzacapo e da qui di nuovo alla Mdl. Nell'inchiesta “congiunzione astrale” si prevedono nuovi sviluppi che potrebbero aggravare la posizione di Marcello De Vito.

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