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Roma
"La Raggi come la prima Boschi"Marchini? L'uomo ideale per un profumo

di Marco Zonetti

Che la politica sia soprattutto immagine lo si sa fin dai tempi dello sfarzoso arrivo di Cleopatra a Roma, ma è durante il periodo elettorale che la “vendibilità mediatica” di un candidato acquista maggiore rilevanza. Cesare Casiraghi, fra i più riconosciuti pubblicitari italiani ha visionato – coraggiosamente, aggiungiamo – ore e ore di filmati assieme agli esperti della “CasiraghiGreco&”, agenzia di pubblicità di cui è direttore creativo e fondatore, valutando la telegenia e l’impatto mediatico di Alfio Marchini, Roberto Giachetti e Virginia Raggi.
Il suo responso è intuibile: dal punto di vista dell’immagine e di vendita del prodotto (in questo caso il  candidato alla poltrona capitolina), il più efficace risulta Alfio Marchini: “Si presenta molto bene”, afferma il pubblicitario, e “ha inoltre più degli altri un naturale talento alla presenza in video, sia nella postura, che nella mimica facciale, spesso sorridente e forse più degli ha il physique du rôle, ovvero è quello che a Roma definiscono un 'belloccio'. […] Lo vedrei bene come testimonial di un profumo pour homme”, conclude.
Roberto Giachetti, dal canto suo, esce meno favorevolmente dal giudizio di Casiraghi: “Un po’ troppo 'trasandato', nel look, frequentemente con la barba incolta e forse meno 'belloccio' di Marchini. Sicuramente distonico dall’immagine del suo capo partito e premier Matteo Renzi. […] A lui affiderei il ruolo di protagonista in uno spot di un fuoristrada”. Magari da guidare nelle corsie preferenziali contromano  a lui tanto care.
Leggendo le parole che Casiraghi le ha riservato, la “dura e pura” Virginia Raggi inorridirà senz’altro: il pubblicitario la paragona infatti nientemeno che alla Maria Elena Boschi dei primi tempi. “Una giovane, di ottimo aspetto, curata nel look, molto preparata, ma che spesso appare un po’ troppo ingessata e didascalica nell’eloquio […] una brava studentessa più concentrata nel fare colpo sul professore che sull’audience.” E conclude “sarebbe un’ottima testimonial per un prodotto medicale da banco”. Senz’altro non un integratore per la memoria, visto che la candidata grillina appare piuttosto “scordarella” e tende ad avere amnesie sul passato.
Leggendo le dissertazioni di Cesare Casiraghi, ci si domanda se quello che agli occhi del pubblicitario risulta vincente o controproducente venga percepito allo stesso modo dagli elettori. L’avvenenza e la capacità di “bucare lo schermo” pagano sempre in termini di voti e di successi alle urne? Il fatto che un personaggio come Romano Prodi abbia vinto due volte le elezioni parrebbe spezzare una lancia a favore di quei candidati mediaticamente (ed esteticamente) sfavoriti, che però riescono a risultare convincenti. Sarà interessante vedere quanto le previsioni del pubblicitario troveranno riscontro nelle scelte dei romani, anche per vedere se il 5 giugno a Marchini della vittoria resterà solo il profumo, se Giachetti verrà mandato gentilmente “fuori strada” e se, come alle europee, la Raggi sarà costretta a ricorrere al maalox come il suo leader di riferimento.

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