Roma
Marino prova a prendersi il Pd romano. "Salvo il partito dal suo suicidio"
Un lungo applauso ha accolto l'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, arrivato al circolo Pd di San Basilio, dove ha incontrato cittadini e militanti. "Eccolo il nostro sindaco", "Sei il nostro sindaco", "Bravo", hanno gridato. "Sono molto contento di essere qui con il Partito democratico per un confronto pubblico che penso sia importante fare. Sono qui da nativo Pd e andro' in tutti i luoghi. Io ho solo avuto la tessera del Pd quindi sento il dovere di lavorare per salvare il Pd, in particolare romano, dal suo suicidio. Io lo voglio salvare. Spesso i suicidi avvengono al buio e nelle stanze chiuse, così come si scelse nel 2008 la candidatura di Francesco Rutelli che riuscì addirittura a perdere contro Gianni Alemanno. Il solo gruppo dirigente che si allontana dalla città e sceglie il suo candidato in solitudine è un fatto molto grave che consegnò Roma a un gruppo di persone che festeggiò la vittoria facendo il saluto romano in Campidoglio".
"A Roma abbiamo determinato una sospensione della democrazia. Nel Partito democratico abbiamo un commissario, al Comune abbiamo un altro commissario che divide con un prefetto la responsabilità di guidare la città in un momento importante e delicato per Roma come il Giubileo e poi abbiamo i sub-commissari che governano i Municipi. Per me non c'è altra definizione per questo che sospensione della democrazia. Io non vorrei che a fronte del ritorno delle bancarelle di Tredicine a piazza Navona o al ritorno dei camion bar non si trovasse una motivazione, ad esempio il Giubileo, per riaprire Malagrotta".



