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Roma
Marino è "vittima di un complotto". Contro di lui Vaticano e poteri forti

Ignazio Marino? Un debole vittima dei poteri forti. Voce fuori dal coro; paradosso politico e grande provocazione: non lo dite agli esponenti del movimento Cinque Stelle impegnati allo spasimo nella raccolta dei documenti sulle spese di rappresentanza del sindaco Marino e da mesi in campagna elettorale con l'unico obiettivo di farlo cadere ed andare alle elezioni, ma c'è chi ha deciso di sposare la teoria del complotto.
Un teorema ricchissimo di congetture che si sostanza attraverso la teoria del "soft target" e che arriva al combinato disposto di Pd, "poteri" e Vaticano che avrebbero come unico obiettivo quello di fallo scendere dal Campidoglio. A tutti i costi.
Il paradosso della politica è che il più strenuo difensore del chirurgo de con la carta di credito facile è l'ex guru della comunicazione del Movimento Cinque Stelle, Claudio Messora, dal 2013 al 2014 responsabile della comunicazione del Movimento al Senato e anche coordinatore della Comunicazione della delegazione italiana M5s al Parlamento Europeo, prima di concludere la sua avventura con un divorzio tra polemiche.
Nel suo blog, Messora, analizza e dimostra la testi secondo la quale Ignazio Marino, già fragile perché considerato un obiettivo morbido, uno di quelli che quando viene attaccato non scatena l'ira dei potenti, è riuscito nell'operazione spesso impossibile di coalizzare tutti contro di lui. Tanto per cominciare i giornalisti che monterebbero l panna cavalcando l'onda del dissenso, sempre più alta e piena di energia di quella del consenso.
A seguire ci sarebbero Gianni Alemanno, la famiglia dei Casamonica, l'esercito di Mafia Capitale, quindi i Tredicine, gli ex zingari convertiti al business del malaffare di Ostia, l'ex patron di Malagrotta, Manlio Cerroni in aggiunta ai gestori dei cartelloni pubblicitari. L'elenco si conclude con i "veri potenti": il Pd romano al quale Marino ha tolto ogni speranza di sederi al tavolo della mangiatoria romana e il Papa con il suo Vaticano.
Qui il teorema sul complotto assume toni da spy story. Si chiede il blogger Messore: "E qui il piccolo sindaco di Roma si è messo contro un gigante contro il quale nessuno aveva mai osato mettersi. Come mai Marino è inviso a Papa Francesco?". La risposta è facile è si chiama "procreazione medicalmente assistita eterologa", in associazione col "registro comunale per le unioni civili" e sostanziata dalla presenza in prima fila al Gay Pride".
La conclusione è scontata: "Marino è un argine fragile all’arroganza e alla protervia di chi, da varie angolazioni, vorrebbe tornare a decidere cosa deve e non deve essere fatto a Roma, infischiandosene dei romani e di quello che essi stessi hanno scelto. Per questo Marino ha il dovere di resistere e andare avanti, se ce la fa. E chi se la sente ha il dovere di difenderlo".

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