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Medicina, via alle prove. Flash mob contro i test

A La Sapienza 7.101 iscritti per 998 posti disponibili. Manifestazione degli studenti per dire no al numero chiuso. LA GALLERY

Dalle 11 sono oltre 7000 i giovani aspiranti camici bianchi impegnati nelle prove di accesso ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria dell’università La Sapienza. Iposti disponibili sono solo 998. Il test durerà 100 minuti e, spiegano da La Sapienza, “il contenuto della prova è identico per tutte le università italiane, predisposto dal Miur attraverso una commissione di esperti costituita con decreto ministeriale. Il test prevede 60 quesiti”. Contro il numero chiuso alcuni studenti hanno inscenato un flash mob.

“Solo 1 su 8 riuscirà ad entrare – denuncia l’Unione degli Universitari che ha schierato decine di ragazzi davanti all’ingresso dell’università con una maschera raffigurante un cartello di ‘divieto d’accesso’”. “Il test d’ingresso fatto in questo modo è davvero una lotteria e per noi rappresenta il divieto all’accesso al futuro – ha dichiarato Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Udu – Questo è quello che abbiamo voluto sottolineare con il nostro flash mob: un test anonimo che ci priva della nostra identità e ci impedisce di giocarci la nostra chance in università ancora prima di entrarci e di imparare qualsiasi cosa”.
“Quest’anno più che mai, vista l’introduzione del bonus di maturità che , iniquo e diseguale, andrà ad alterare tutte le classiche finali. Troviamo paradossale che la Ministra Carrozza abbia annunciato che durante il Consiglio dei Ministri di oggi verrà abolito perchè riconosciuto finalmente come criterio di valutazione ingiusto, ma solo a partire dal 2014. e per tutti gli studenti di quest’anno? Le parole della Ministra rappresentano per tutti gli studenti che hanno sostenuto e che sosterranno la prova quest’anno un’ulteriore beffa, oltre al danno che già hanno. Chiediamo che già oggi venga abolito dal Consiglio dei ministri, altrimenti abbiamo già pronto un Maxi ricorso per farlo abolire dal TAR del Lazio e andremo avanti senza scrupolo”.